PaginaZero

RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Archive for aprile 2007

Dmitrij Grigor’ev

Posted by pasha39 su aprile 26, 2007

a cura di paolo galvagni

Dmitrij Grigor’ev è nato nel 1960 a Pietroburgo, dove risiede tuttora. E’ poeta e prosatore. Ha pubblicato le raccolte: “Poslednij vrag” ([L’ultimo nemico], 1994) “Perekrëstki” ( [Incroci], 1995), “Zapiski na obocine” ([Appunti sul ciglio della strada], 2000). Nel 2002 ha pubblicato il romanzo “Gospodin veter” [Il signore vento]. Suoi versi sono apparsi in traduzione italiana sulle riviste “Poesia” e “L’Immaginazione”.
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Intersezioni babeliche. Lingue dominanti e lingue dominate nella letteratura del 900

Posted by Mauro Daltin su aprile 23, 2007

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E’ uscito il libro Intersezioni babeliche. Lingue dominanti e lingue dominate nella letteratura del ‘900, edizioni Kappa Vu. Il libro lo potete trovare qua.

di Leo Zanier, Bozidar Stanisic, Angelo Floramo, Manuela Bisconcin, Alessandra Kersevan, Mauro Daltin, Melita Richter

Intersezioni babeliche racconta i motivi per i quali molti importanti autori del nostro tempo sono stati costretti o hanno scelto di parlare e scrivere in più lingue. Dalle vite di questi autori emerge una ricchezza personale, affettiva e sociale che si riverbera attraverso le tante lingue della loro vita e della loro letteratura.
Il libro raccoglie i saggi di: Leo Zanier (su Agota Kristof), Bozidar Stanisic (su Ivo Andric), Angelo Floramo (su Boris Pahor), Manuela Bisconcin (su Andrea Camilleri), Akessandra Kersevan (su Pier Paolo Pasolini), Mauro Daltin (su George Orwell) e un forum a cura di Melita Richter con alcuni dei maggiori scrittori migranti del Centro-Est Europa (pezzo già pubblicato su PaginaZero-Letterature di frontiera).

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Maurizio Mattiuzza

Posted by paolo fichera su aprile 20, 2007

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È attivo il nuovo spazio di Maurizio Mattiuzza, collaboratore e redattore di PaginaZero.

Qui:
http://www.myspace.com/mauriziomattiuzza

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Taras Ševčenko, il cantore ucraino

Posted by pasha39 su aprile 17, 2007

«Ucraina», «Malorossija» [Piccola Russia] – due nomi per indicare lo stesso popolo. «Ucraina», etimologicamente legato al termine slavo «kraj» [limite, bordo], si spiega come «marca di confine». «Malorossija» [Piccola Russia] è il nome coniato dai Russi per distinguere il paese dalla Grande Russia (la Russia vera e propria). Vocabolo, quindi, che richiama la volontà dello zarismo di cancellare una cultura sorella.
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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #8

Posted by paolo fichera su aprile 17, 2007

Scrivere di Sarajevo

di Alessandra Rampani

Scrivere di Sarajevo. È un pensiero che ha preso forma solo dopo qualche tempo.
Scrivere di Sarajevo mi sembrava una scelta scontata, banale, poco produttiva.

Asciugavo i capelli per la terza volta dopo il rientro dal viaggio e sentivo ancora quell’odore intenso di carne, sigaretta, strada. Sarajevo era ancora lì, addosso, come tracce olfattive difficili da seguire, pensieri difficili da dipanare.

Lunedì mattina: nuovamente a casa, viaggio su un autobus. Percorro una delle solite vie del centro, vado al lavoro, ma faccio fatica a riprendere le coordinate dello spazio e del tempo. Mi guardo intorno con lo stesso sguardo del giorno prima. Mi accorgo che i miei occhi si soffermano su una crepa qualsiasi di un edificio, prestano attenzione per la prima volta a qualche imperfezione nei palazzi. In me si libera di nuovo la catena associativa dei giorni prima, il pensiero va ad un cecchino, ad una guerra ignorata e sentita di sfuggita che si è mostrata ai miei occhi con discrezione e tragedia.
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La voce in bilico – Zëri pezull di Anila Resuli

Posted by vocativo su aprile 13, 2007

eppure rinasco sempre nello stesso
aspetto, una schiava dimessa che perdona.
se perdona, lo so bene, io, lo so. forse qui
si corregge l’occhio e andare diritti
o di traverso, un piede solo e una buca,
fermi pure si sta, a chiodo, in bilico: la nuca
accartocciata dalla luce sta all’ombra sulle travi,
e la mia lingua distingue le sillabe a vuoto.

e megjithatë rilind ghithëmonë në të njëtën
pamje, një skllavë e përulur që fal.
nëse fal, e di mirë, unë, e di. ndoshta këtu
korrigjohet syri dhe duke ikur drejt
ose shtrëmbër, një këmbë vetëm dhe një gropë,
palëvizur gjithashtu rrihet, si gozhdë, pezull: zverku
i mbledhur gyp nga drita rri në hije mbi trarë,
dhe gjuha ime dallon rrokjet bosh.

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Poesia a Sarajevo

Posted by Mauro Daltin su aprile 13, 2007

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Ecco qua la prima comunicazione degli Incontri Internazionali di Poesia a Sarajevo 2007. PaginaZero (Mauro Daltin, Paolo Fichera e Maurizio Mattiuzza) è stata presente in due edizioni e stiamo pensando di partecipare anche a questa. Chi voglia venire con noi, partendo da Trieste, è il benvenuto.

Dal 28 al 30 di settembre si svolgerà la sesta edizione degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo. Il progetto, è organizzato in memoria del grande poeta bosniaco Izet Sarajlic, presidente onorario di Casa della poesia e scomparso nel maggio del 2002.
Gli Incontri internazionali di poesia hanno l’obiettivo di riportare la grande poesia internazionale a Sarajevo e contribuire a ricollocare la città in un circuito culturale internazionale come merita la sua storia e la sua tradizione.
L’intera manifestazione si svolgerà con una struttura bilingue e quindi comprensibile agli spettatori italiani e a quelli bosniaci, serbi, croati, ecc.
L’evento è curato dalla Casa della poesia ed è organizzato dall’Ambasciata italiana di Sarajevo, con la partecipazione di una serie di enti pubblici e privati di vari paesi.
Nel corso dei tre giorni: readings con poeti di varie parti del mondo, seminari, proiezioni.
Così come negli anni passati, un viaggio porterà a Sarajevo, oltre a poeti e musicisti, giornalisti, amici, appassionati di poesia e “viaggiatori consapevoli”, per gli Incontri e per visitare la bellissima città. Un primo gruppo partirà come al solito da Trieste, un altro da Salerno (via Bari).
Si tratta di una prima nota informativa per consentire di organizzarsi nel modo migliore.
Vi invitiamo a far circolare questo comunicato e siamo naturalmente a disposizione per ogni chiarimento e informazione.

Sergio Iagulli
Multimedia Edizioni / Casa della poesia
tel. 089/951621 – 347/6275911

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Tra carta e rete

Posted by Mauro Daltin su aprile 13, 2007

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ecco qua un piccolo resoconto, che ci fa piacere pubblicare, della presentazione “Tra carta e rete” tratto dal blog Isolesvalbard di Astrid

Ieri sera a Remanzacco c’è stato un incontro in biblioteca sul tema “Tra carte e rete – la scrittura e le nuove tecnologie” moderato da Vincenzo Della Mea.
Ci sono andata per rivedere un amico, ed ho scoperto una interessante rivista letteraria, si chiama PaginaZero – Rivista di frontiera ed ha pure un blog. E’ dedicata a temi come confini, migrazioni, letterature dei balcani e dell’europa dell’est.
Le persone del pubblico erano tutte molto interessate, anche se molte di loro non avevano esperienza diretta dei blog. mi sono sembrate preoccupate di sottolineare che comunque la carta stampata non verrà soppiantata dalla rete, quasi provando un senso di inferiorità verso il web.
Invece i 2 relatori (Mauro Daltin e Andrea Venier) hanno giustamente sottolineato che si tratta semplicemente di “attrezzi” diversi, che si possono utilizzare per diversi scopi, magari rafforzandosi a vicenda.
Quanto alla presunta maggiore “concretezza” della carta rispetto ad internet, ho ripensato a tutte le persone che ho conosciuto grazie al blog e ad internet: i tantissimi libri che ho letto non mi hanno portata a nessun contatto “umano”, quindi anche la rete ha una sua concretezza, forse su un livello diverso.

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Igor’ Cholin, HOMO SOVIETICUS – la quotidianità ai tempi dell’URSS

Posted by pasha39 su aprile 12, 2007

Cholin (1920-99), poeta moscovita degli ambienti underground. Al 1958 risale la raccolta poetica “Gli abitanti della baracca” era concluso. E’ stata Kulakov definita “l’epos classico della nuova letteratura russa. In quegli anni circolava nel samizdat. Sarebbe stata pubblicata solo 40 anni dopo.
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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #7

Posted by paolo fichera su aprile 12, 2007

L’esitazione dell’interprete [seconda e ultima parte]

di Stefano Fregonese

Cinque psicologi di Spaziopensiero: siamo venuti a Sarajevo da Milano per promuovere l’Umanizzazione dell’Ospedale Pediatrico, e riflettere sulla necessità di sostenere, in chiunque in ospedale venga a contatto con la sofferenza, la capacità di tollerare il dolore e l’angoscia, al fine di mantenere viva la speranza, la consapevolezza e la conoscenza.

Quali circostanze e motivazioni abbiano portato noi cinque professionisti milanesi a confrontarci con i colleghi bosniaci non è cosa facile da ricostruire. Quale sia l’attesa reciproca è tutto da scoprire. A Milano l’équipe di Spaziopensiero lavora ormai da alcuni anni presso l’Ospedale Buzzi, o l’Ospedale dei Bambini, come è meglio conosciuto in città. Ci occupiamo di accogliere e seguire i genitori e i bambini che affrontano gli esami diagnostici, le visite specialistiche e il prericovero in vista di un intervento chirurgico. La nostra idea è tutto sommato semplice e forse perciò particolarmente efficace: riteniamo che la salute del bambino, la sua guarigione, l’evitamento di traumi psicologici legati alla violenza piccola o grande insita in alcuni processi diagnostici e terapeutici, la qualità dell’esperienza dell’ospedalizzazione, la preservazione della dignità della vita del bambino anche quando si approccia la morte, dipendano dalla capacità dei genitori di essere tali, di non deflettere le loro funzioni genitoriali: promuovere amore, sostenere la speranza, contenere la pena depressiva, continuare a pensare.
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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #6

Posted by paolo fichera su aprile 10, 2007

L’esitazione dell’interprete [prima parte]

di Stefano Fregonese

L’esitazione dell’interprete coglie tutti alla sprovvista. Siamo alle battute iniziali del primo incontro tra noi, cinque psicologi italiani esperti nei processi di umanizzazione negli ospedali, e una ventina tra medici, infermiere e psicologhe della Clinica Pediatrica di Sarajevo. Selma, l’interprete, è una giovane studentessa della facoltà di lingue dell’Università di Sarajevo. Bimba in Bosnia, adolescente profuga in Italia durante la Guerra, compiuti i diciotto anni ha voluto ritornare a Sarajevo. Neppure lei – come me, psicoanalista friulano di cui sta traducendo le parole di presentazione – ha vissuto uno solo dei mille giorni dell’assedio della città. Nella sua mente è proprio questa parola che ora si fa profuga e non vuole rientrare alla coscienza: assedio.
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Poeti russi e il conflitto ceceno

Posted by pasha39 su aprile 9, 2007

(paolo galvagni)

Dal volume “Tra i ruderi di Groznyj”, Lecce, Manni, 2005

I Ceceni, stanziati nel Caucaso settentrionale, hanno una storia millenaria. Appartengono al gruppo “noqci – daghestano” della famiglia caucasica (sottogruppo vajnach). L’isolamento, a cui questo popolo è stato soggetto per le caratteristiche geografiche del territorio, ha determinato un’organizzazione sociale sostanzialmente immutata (società basata sul “teipe”, il clan) almeno sino alla fine del XIX secolo e un forte spirito di indipendenza, che ha dato molto filo da torcere alla Russia: l’impero zarista ha cominciato a combattere nel Caucaso sin dalla seconda metà del Settecento, ma è riuscito a sottomettere i ribelli ceceni solo nel 1859.
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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #5

Posted by paolo fichera su aprile 6, 2007

Nemo ite: nel pulman del silenzio [terza e ultima parte]

di Claudia Maspero

02 agosto 2006, mercoledì.
Lasciamo Sarajevo con uno strano malessere, attribuisco la colpa a quella pesantissima zuppa che ho tentato di mangiare la sera prima, l’alcaselzer non ha funzionato. Come tutte le volte che mi allontano da un posto che mi ha preso la pancia, provo il desiderio di farlo il più velocemente possibile, come se non fossi capace di salutare, quasi volessi misteriosamente scappare, un po’ svanire.
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Intervista a Salvo Zappulla (Casa Editrice Terzo Millennio) #2

Posted by paolo fichera su aprile 6, 2007

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Intervista a Salvo Zappulla

a cura di Morena Fanti

(seconda e ultima parte)

5- Si parla spesso di editoria siciliana, mentre non si parla di un’editoria lombarda o emiliana, ad esempio. A cosa crede sia dovuto questo? Al fatto che la Sicilia si sente come slegata dal resto dell’Italia, con problemi che sono sempre e solo suoi, in cui solo i siciliani si possono riconoscere, oppure proprio in un voler rivendicare questa ‘sicilianità’ di cui mi sembra, lei stesso si fa portabandiera?

R. La Sicilia geograficamente è posta in una situazione di svantaggio rispetto alle altre regioni, bisogna attraversare il mare per portare i libri dall’altra parte, forse questo è penalizzante. La verità è che tutti i grandi mass media, televisioni e giornali, sono concentrati al nord e tendono a valorizzare i prodotti del luogo. O forse al sud non ci sono grosse realtà imprenditoriali all’altezza di competere con i colossi lombardi o piemontesi. Tuttavia ci sono ottime Case Editrici che si stanno creando spazio a livello nazionale, tra queste desidero ricordare “Il pozzo di Giacobbe” che produce libri di elevato impegno sociale e fiabe per bambini, corredati da una veste grafica elegantissima, che attira subito l’attenzione del lettore. Portabandiera? Piuttosto la croce porto. La croce di un vizio chiamato scrittura di cui non riesco a fare a meno, come le sigarette.

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Intervista a Salvo Zappulla (Casa Editrice Terzo Millennio)

Posted by paolo fichera su aprile 5, 2007

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Il mondo dell’Editoria
Intervista a Salvo Zappulla
Scrittore e direttore della Casa Editrice Terzo Millennio

a cura di
Morena Fanti

(prima parte, domani la seconda)

Da qualche anno è aumentata la vendita di libri online, anche se ancora in percentuale abbastanza esigua rispetto ad altri paesi.
Nello stesso tempo è nata l’offerta di editoria print on demand, cioè i libri stampati nel momento in cui vengono richiesti, abbattendo così molti costi, tra cui anche il costo di produzione di libri spesso invenduti.
Pensa che questo abbia generato un diverso modo d’approccio al libro e alla lettura?
Pensa anche che tutto ciò favorisca lo sviluppo dell’editoria tradizionale, o possa, invece, avere l’effetto contrario?

R. Sicuramente internet ha rivoluzionato il mondo della comunicazione. Se prima il monopolio apparteneva alle grandi testate giornalistiche, ora anche i piccoli editori ed autori hanno trovato un’alternativa per farsi conoscere. Tuttavia ritengo che il Tempio dei libri rimangano sempre le librerie tradizionali perché conservano un loro fascino particolare, quasi mistico direi. Non credo molto ai libri stampati in digitale e non credo che possano avere alcun effetto, né in bene né in male nei confronti dell’editoria tradizionale. Non basta pubblicare un libro per diventare scrittori. Scrittori lo si diventa quando lo status viene riconosciuto dai lettori, ovvero sono disposti a spendere 10 euro per acquistare il tuo libro tra tanti altri. E in ogni caso stampare un libro non può considerarsi la fine di un percorso ma, al contrario, l’inizio. E’ necessario tutto un lavoro di preparazione e di programmazione affinché quel libro venga inserito nel circuito della distribuzione.

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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #4

Posted by paolo fichera su aprile 4, 2007

Nemo ite [seconda parte]

di Claudia Maspero

La domenica la trascorriamo come i tanti turisti che invadono le vie di Sarajevo, la moschea, la casa turca, la vista dalla terrazza sotto il fortino, i minareti, pita e cevapi, fino a sera quando l’appuntamento questa volta è con Gabrjel. Gabrjel è il responsabile di Sprofondo Bosnia, ceniamo con lui e poi ci accompagna con un pulmino sgangherato in alto al Biban mentre viene sera. La città si accede di luci e suoni, arriva fin lassù la musica suonata in centro. Sarajevo è bellissima.

Lunedì mattina con un po’ di emozione ci facciamo portare da un taxi fino all’ingresso della Klinika Pediatrica, Ospedale Kosevo. L’incontro con la direttrice è piacevole, elogia gli italiani, la bellezza del lago di Como… Entriamo nei dettagli della nostra visita e sembra affascinata da quello che facciamo e dalla nostra giovane età; ci attribuisce circa 22 anni, e noi le lasciamo questa convinzione; si dice disponibile ad ogni forma di collaborazione […].
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Immagini da L’viv – Leopoli (Ucraina Occidentale)

Posted by pasha39 su aprile 3, 2007

(paolo galvagni)

L’viv, L’vov, Leopoli, città situata nell’Ucraina occidentale, ai piedi dei Carpazi, 830.000 abitanti. E’ certamente uno dei maggiori centri dell’Ucraina.

Fu fondata a metà del XIII secolo dal principe Daniele Romanovic, che le diede il nome del figlio Lev (“Leone”). Quindi la “città di Leone” (o anche la “città dei leoni”). Nei corso nei secoli è stata contesa da varie nazioni: la Polonia, l’impero Asburgico, la Russia prima, l’URSS poi. Probabilmente viene da qui il cosmopolitismo della città. Dal 1991, col crollo dell’impero sovietico, L’viv e l’Ucraina ottennero l’indipendenza.
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PaginaZero a Remanzacco – Tra carta e rete

Posted by Mauro Daltin su aprile 3, 2007

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MERCOLEDì 11 APRILE – ORE 20.45 – BIBLIOTECA COMUNALE DI REMANZACCO

Incontro “Tra carte e rete – la scrittura e le nuove tecnologie”

Con l’avvento di Internet, del Web e recentemente dei blog, si è aperto uno spazio nuovo che permette una pubblicazione facile ed economica di testi e non solo. Queste nuove possibilità impattano sia sul singolo, che può rendere disponibili i suoi scritti, sia sull’editoria tradizionale, che può sfruttare un nuovo canale, sebbene questo possa succedere anche a scapito dei mezzi più tradizionali come la carta. D’altro canto, il Web può fornire nuova linfa e supporto a produzioni letterarie la cui fortuna editoriale è sempre stata ridotta, come la poesia e le riviste letterarie, riducendo i costi necessari alla loro diffusione. E’ anche possibile immaginare una sinergia tra editoria tradizionale e Web, in cui un uso appropriato dell’una e dell’altro creano un circolo virtuoso, nel rispetto delle reciproche specificità, e senza pregiudizi. Sono temi interessanti, sui quali probabilmente ci sono ancora più domande che risposte, ed è di questo che si parlerà mercoledì 11 aprile alle 20:45, presso la Biblioteca Comunale di Remanzacco, in un incontro intitolato “Tra carta e rete – la scrittura e le nuove tecnologie”. In questa occasione interverranno due ospiti che hanno esperienza e competenza in entrambi i settori: Andrea Venier è redattore de La Patrie dal Friûl, storica rivista cartacea, ma è anche gestore del popolare blog IlFurlanist (ilfurlanist.splinder.com); Mauro Daltin è direttore della rivista culturale cartacea PaginaZero, ma anche gestore del blog che la affianca (rivistapaginazero.wordpress.com). Duplici interessi per Venier e Daltin, che ne discuteranno portando le loro esperienze su carta e su web, coordinati da Vincenzo Della Mea, docente di Tecnologie Web all’Università di Udine.

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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #3

Posted by paolo fichera su aprile 2, 2007

Nemo ite [prima parte]

di Claudia Maspero

Ho iniziato questo viaggio in una sorta di buio emotivo, come il cielo al momento della nostra partenza alle 20.30 dalla Svizzera; si è fatto sempre più nero. Abbiamo dormito mentre il bus scivolava lungo l’autostrada e sconfinava paesi, non sapevo bene dove mi avrebbe portato e attraverso quali strade, ci siamo risvegliate a giorno fatto, ormai in Bosnia.

Entrando in Sarajevo ho una strana sensazione, noto con forte piacere la quantità di case in costruzione, case di tutti i colori e le forme. E’ l’ora di pranzo quando sui balconi privi di protezione si vedono famiglie riunite a pranzare. Perché queste case non abbiano i balconi chiusi non riesco a spiegarmelo; mi dico che forse è ancora troppo presto, che serve aver pronta una via di fuga e allora il mio pensiero va alla guerra, a quello che queste persone hanno dovuto subire, alla fatica di dover ricostruire le proprie case, la propria vita.
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Koz’ma Prutkov, aforismi

Posted by pasha39 su aprile 1, 2007

a cura di paolo galvagni

I FRUTTI DELLA MEDITAZIONE

PENSIERI E AFORISMI

1

L’anello di fidanzamento è il primo anello nella catena della vita coniugale.

2

Si può comodamente paragonare la nostra vita a un fiume caparbio, sulla superficie del quale naviga una barca, talora scossa da un’onda quieta, spesso invece trattenuta nel suo movimento dalla secca e rotta sugli scogli. – Occorre forse ricordare che questa fragile barca al mercato del tempo passeggero non è altro che l’uomo stesso?
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