PaginaZero

RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Archive for giugno 2007

“Clea” – Balkani Ground 0 – Voci da Est #1

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 29, 2007

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a cura di Angelo Floramo

Prima di essere inviata in Rwanda dal Tribunale per i crimini di Guerra della Nazioni Unite, Clea Koff si occupava di archeologia classica e antropologia dell’età preistorica, dividendosi tra le università di Stanford e di Berkeley. Ma l’urgenza nei confronti dei diritti umani e la sua passione per la verità l’hanno presto spinta ad investigare il fango delle fosse comuni: quei buchi neri della memoria collettiva in cui gli architetti di genocidi e pulizie etniche della storia hanno da sempre cercato di ingoiare le vittime dei loro massacri. A partire dal 1996, poco più che ventenne, ha ridato un’identità a migliaia di ossa a Kibuye, in Rwanda, a Srebrenica, in Bosnia, in Croazia e in Kossovo. Da questa “passione civile” è nato un libro, intenso e provocatorio, “The Bone Woman”, che in italiano suonerebbe pressappoco come “la signora delle ossa”, edito oltre che negli Stati Uniti anche in Canada, Spagna, Regno Unito, Olanda, Australia e Germania.

Per leggere l’intero articolo e l’intervista puoi aprire e scaricare il pdf cliccando qui
clea.pdf

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Voci da Est – Saša Zograf

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 29, 2007

PaginaZero apre una nuova rubrica dal titolo “Voci da Est” curata da Angelo Floramo, storico collaboratore della rivista. La rubrica deriva dalla raccolta di saggi, articoli, interviste, reportage, immagini, odori, suoni che Angelo ha registrato nel suo peregrinare balkanico incontrando scrittori, intellettuali, poeti, persone.

Queste le parole di Angelo:
“Un itinerario confuso che si snoda attraverso i Balkani. Intesi come epicentro quasi mitico, il respiro di un’area molto più vasta, non solo geografica ma quasi psichica, che parte dalla Slovenia e arriva fino al Caucaso, passando per i monti Tatra. Nel mezzo: Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria (asse portante, via maestra del libro). Con qualche sogno che si sfilaccia per assonanza nei mondi slavi del nord: Boemia, Slovacchia, Polonia. INTERSEZIONI che nascono dall’incontro con persone speciali in luoghi che diventano speciali per come sono, per la storia che sanno raccontare, per quello che li attraversa. Ne viene fuori una specie di mappa. Le sue coordinate diventano registrazioni di voci e di storie, appunti presi a margine delle cose, disegni, scarabocchi, fotografie sulle quali rimane impigliata un’emozione. Frammenti di mondi che si sono persi ma che sopravvivono ancora, da qualche parte. Poesie.

Angelo Floramo è insegnante, lettore curioso e accanito, opinionista dalla sottile vena ironica, segugio di fermenti culturali, è istituzionalmente uno studioso medievista, ma soprattutto un giocherellone della cultura: esperto di tecniche multimediali, intenditore raffinato della vignettistica, è un profondo conoscitore delle culture dell’est Europa di cui spesso scrive su giornali e riviste di ogni nazione.

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Il cabaret delle meraviglie

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 28, 2007

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Il Cabaret delle meraviglie
Recensione allo spettacolo di Moni Ovadia, Cabaret Yddish.

di Laura Tussi

La coinvolgente ed esilarante musica che fa vibrare con le sue note lo spettacolo da camera Cabaret Yddish è il Klezmer derivante dall’ebraico con riferimento agli strumenti musicali del popolo ebraico dell’est europeo a partire all’incirca dal XVI secolo, in cui riecheggia, a tratti, in tutta la sua drammaticità la diaspora, la musica dell’esilio, della dispersione, dell’erranza straziante, come afferma Moni Ovadia, il sapiente regista e strabiliante attore, che alterna citazioni, aneddoti, storie, racconti, canti e brani musicali in cui l’Yddish è la lingua e il Klezmer la musica quale filo conduttore. Leggi il seguito di questo post »

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“Racconti dalla Bosnia” a cura di Giacomo Scotti

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 27, 2007

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Nei “Racconti dalla Bosnia” scelti e tradotti da Giacomo Scotti la guida allo spirito di un popolo

di Marina Moretti

Un vero dono per i lettori italiani questa raccolta di racconti dalla Bosnia curata da Giacomo Scotti per la Diabasis Editrice. Testi di grande qualità, ma anche un’operazione letteraria che risponde alla sfida insita nello spostarsi continuo ad est dei confini, quella cioè di una nuova civiltà europea che riunisca alla comune matrice anche ciò che fino a ieri era definito l’Altra Europa.
Giacomo Scotti ha sempre creduto in questo ruolo alto della letteratura, nella sua capacità di farsi mediatrice di conoscenza tra i popoli, di avvicinare il reale con i mezzi dell’invenzione. Come dire la Storia attraverso le storie, a colori invece che col bianco e nero della storiografia. E dal suo privilegiato osservatorio di italiano d’Istria non si è mai sottratto all’impresa. Uomo–ponte tra le culture, in molte occasioni ha ribadito la sua personale condivisione delle idee di Fulvio Tomizza sui “confini intesi come cerniere e non come frontiere e sulla memoria come proiezione dal passato per un futuro migliore”. Leggi il seguito di questo post »

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Rivelazione e rivoluzione

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 26, 2007

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RIVELAZIONE E RIVOLUZIONE. L’umorismo nell’utopia
Recensione al libro di Moni Ovadia, Lavoratori di tutto il mondo ridete, Einaudi, Torino 2007

di Laura Tussi

“Utopia” è il termine che sottende la negazione di un’ubilocazione, di un dove concreto nel crollo delle ideologie, in quanto in “nessun luogo” si è realizzato il vangelo di Marx nel corso della historia universale. Una fede profonda nell’ironia delle “storielle” che riecheggia con esilarante sagacia, in un tripudio umoristico declinato in frizzi, lazzi, motti e citazioni sul Regime. Le storielle ebraiche traggono origine dall’ermeneutica talmudica in una weltanschauung umanistica dove l’utopia smarrisce i propri sogni e le promesse tanto da non riconoscere le esacerbate finzioni delatorie del dispotismo di regime. Il significato dell’utopia è l’instaurazione di una società ideale di libertà, fratellanza, giustizia e uguaglianza. Leggi il seguito di questo post »

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La poesia operaia

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 25, 2007

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di Augusto Debernardi

A Monfalcone c’è un tendone dove le maestranze della Solvay fino al 2005 e poi INEOS Film si incontrano con “la gente” quella che non ha smesso di volere un mondo più giusto, meno sprecone e cattivo. Qualche volta ci sono anche degli “eletti” di turno. Dietro le spalle i cancelli di una fabbrica di foglie rigide in pvc (ottimo materiale isolante) e film vari per imballaggi che, dopo l’acquisto della nuova proprietà (inglese), è chiusa perché, grazie ai soldi pubblici, dovrebbe essere ricostruita pari paro in un’altra regione insulare d’Italia. Così si realizzano le plusvalenze immobiliari. Il sito industriale monfalconese è a dieci metri dal molo e la cosa trasforma il posto in una vera e propria miniera d’oro. Vi ricordate l’accumulazione primaria? Beh… siamo lì! 150 famiglie senza lavoro sono poca cosa rispetto alla immediatezza delle rendite finanziarie che, da sempre, divorano il lavoro altrui.
E sotto il tendone incontriamo Ferruccio Brugnaro. Leggi il seguito di questo post »

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Taras Ševčenko (1814-1861)

Pubblicato da pasha39 su giugno 22, 2007

NOTTI DI FANCIULLA

La folta treccia si sciolse
    Sino alla vita,
Si scoprirono gli alti seni,
    Onde nel mare;
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Nuovo numero di PRIVATE

Pubblicato da paolo fichera su giugno 21, 2007

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E’ uscito il n. 37 di PRIVATE (estate 2007), an Ecological Question.
http://www.privatephotoreview.com/

[…] La distruzione dell’ambiente, oltre ad essere spesso il risultato di una pluralità di fattori (negligenza umana, inadeguate progettazioni urbanistiche, abuso criminale delle risorse, ecc.), anche quando è causata da calamità naturali chiama in causa molteplici attori (comunità, governi, realtà industriali).
In questo numero, PRIVATE propone ai lettori una selezione di fotografie che offrono differenti punti di vista sul tema dell’ambiente.
(Lucy Conticello)

PHOTOGRAPHERS
Antonin Kratochvil, Chernobyl; Wolf Böwig, Promised Land; Danny Veys, “Re-construction” Aceh, Indonesia; Olivier Culmann, La marée noire de l’Erika; Kai Bornhöft, True Colours; Pedro Isztin, In situ; Dean Sewell, Drought in Australia; Ron Haviv, Ecological Forest; Fabio Domenicali, Remains from the future; Nanda Gonzague, Living in Sevesia; Stefano David, Metropolis; Mira Zdjelar, Urban decay; Mike Berube, Slums of Kenya; Natalie Behring, E-waste; Luca Buti, Questions about imminent desertification; Joe Zammit-Lucia, Saving Our Diverse World.

WRITERS
Agata Spinelli; Srinjay Chakravarti; Shanta Acharya; Alessio Zanelli; Antonio Diavoli; Marco Giovenale; Lucy Conticello.

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Miodrag Pavlovic e Tiziana Cera Rosco

Pubblicato da paolo fichera su giugno 20, 2007

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Recensione di
Tiziana Cera Rosco
su:
Miodrag Pavlovic
L’ultimo pranzo
Le Lettere, Firenze 2004

Dove c’è odio e la violenza è un’alba, e la morte segue e intaglia precisioni con la paura, e le pertiche di un dolore storico si ficcano nella colonna a colpi di secoli per raddrizzarci il futuro, e il futuro è solo uno strapiombo, un nido di preghiera in mano a noi stessi, lì c’è Dio se quello è un luogo di eventi ed essere vivi è prima di tutto un segno. Per certe esistenze , che siano uomini o popoli interi, è così: crescono con una ortodossia talmente selvatica, con una fedeltà feroce a questa natura e che scrivano o accudiscano la propria crescita anche con sospetto, noi sappiamo che queste creature sono una sorta di mercurio della Storia e dello Spirito.
Quando si legge Pavlovic, quando si apre L’ultimo pranzo ( Le Lettere, Firenze 2004), bisogna fare luogo, spazio, andare in quel tempo che ognuno porta sopra di sé, come fa la notte in noi (“qui è notte/non c’è nessuno/le ombre agiscono tutte/ secondo la loro natura”) quando si infila col suo liquido scuro da sotto le porte di pelle, col suo grande agguato temporale. Bisogna mettersi un fazzoletto bianco sulle ginocchia, appoggiarvi la freccia dei gomiti e sulle lamiere delle mani la fronte, trovando tra le proprie costole un inginocchiatoio per essere un unico sangue mistico che arrossa gli occhi, una sorta di irrinunciabile volontà a vedere.
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B-ESTENSIONI. Musica e letteratura dall’EST

Pubblicato da paolo fichera su giugno 19, 2007

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B-ESTENSIONI
Musica e letteratura dall’EST

L’Associazione culturale LinguESTpress organizza a Buja 4 serate dedicate ad artisti contemporanei dell’Est Europa.
Gli incontri avranno luogo nell’Anfiteatro del Parco Urbano di Buja (Santo Stefano), dalle ore 20.30 alle 22.30 (In caso di maltempo la manifestazione si terrà presso la Biblioteca Comunale ).

Calendario incontri:

Sabato 23 giugno 07
“Balcani: La generazione di Perišić e il rock”
Interviene: Jasna Babac

Sabato 30 giugno 07
“Letteratura e musica nella Russia al crollo del Comunismo”
Interviene: Serena Valent

Sabato 07 luglio 07
“Jazz in musica e in letteratura nella Rep. Ceca”
Interviene: Livio Fiorica

Sabato 14 luglio 07
“Le atmosfere di Agota Kristof e la musica ungherese”
Interviene: Martina Bertoni

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Scritture invisibili

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 18, 2007

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di Mauro Daltin

Oggi mi è arrivata una mail dalla redazione della rivista Buran che prima non conoscevo. Così un passo della mail: “Convinti delle potenzialità della Rete per superare confini e diversità, nella redazione di Buràn setacciamo il web mondiale, e traduciamo racconti che altrimenti resterebbero invisibili perché scritti in lingue non accessibili o perché perduti nel mare grande della Rete”. Allora mi sono convinto ad andare a sbirciare nelle pieghe di questo progetto che ho trovato molto curato, bello, interessante e con uno spirito giusto, meritevole insomma di essere segnalato. Dalla presentazione della rivista Buran, sul sito, si legge: Ci sono mondi che si raccontano, là fuori. Mondi distanti e differenti, voci che chiedono ascolto. Leggi il seguito di questo post »

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Nuovo numero della rivista eSamizdat

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 18, 2007

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Con piacere segnaliamo l’uscita del nuovo numero della rivista eSamizdat che potete scaricare in pdf dal sito.

Con questo numero doppio eSamizdat torna, dopo il numero unico del 2006 integralmente dedicato alle recensioni, al suo modello originario, presentando due Temi distinti: una consistente antologia dell’ultima avanguardia russa, gli oberiuti, curata da Milly Berrone e Giulietta Greppi e un omaggio alla giornalista russa Anna Politkovskaja, brutalmente assassinata a Mosca il 7 ottobre del 2006. Nelle singole sezioni della rivista presentiamo inoltre diversi materiali e traduzioni che risveglieranno senz’altro la curiosità di molti dei nostri lettori. Leggi il seguito di questo post »

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LIBRI LIBERI. PICCOLI EDITORI IN CATENE

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 14, 2007

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di Mauro Daltin

Tempo di liberalizzazioni, vero o non vere, reali o presunte. E adesso tocca ai libri. Leggendo sul quotidiano “Messaggero Veneto” di ieri si viene a conoscenza che una norma è stata introdotta con un emendamento del forzista Benedetto Della Vedova contro il parere negativo del relatore e del governo. Si tratta della possibilità per le librerie di vendere i volumi con uno sconto superiore al 20% anche nell’immediatezza dell’uscita (nei primi 20 mesi dalla pubblicazione, ndr). Il governo aveva chiesto il ritiro dell’emendamento perché la questione sarà oggetto di un provvedimento sul settore. “Sono state battute – sostiene Della Vedova – le ragioni di chi, demagogicamente, sosteneva che questa misura avrebbe danneggiato le piccole librerie. Nel caso del mercato dei libri è particolarmente insensato. Le piccole librerie, infatti, stanno già scomparendo nonostante il commissariamento delle politiche dei prezzi”. L’emendamento è stato approvato con 235 sì, 218 no e 21 astenuti. Leggi il seguito di questo post »

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“Il resto è silenzio” di Chiara Ingrao

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 13, 2007

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Recensione tratta dal sito Osservatorio sui Balcani

Ma perché te la sei presa in casa? Nei giorni della guerra in Libano, Sara, interprete solitaria e introversa, sente per caso queste parole su un autobus e viene aggredita dai ricordi: di quando, nei mesi difficili dopo l’abbandono del marito, viveva con lei Musnida, una collega fuggita da Sarajevo. Ma perché te la sei presa in casa? le ripeteva continuamente sua sorella, allora.
Anche Musnida, aveva una sorella. Come quella di Sara, era una sorella affascinante, molto più bella e più forte di lei. Un’eroina, uccisa mentre tentava di recuperare il corpo di uno dei fratelli, morti combattendo su fronti opposti. L’Antigone di Sarajevo, avevano scritto di lei i giornali, gonfi di retorica. Musnida, invece, era un soggetto imbarazzante: una sorella opaca, come la Ismene di Sofocle. Leggi il seguito di questo post »

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La sconfitta di un sogno: dialogo con Natasha Radojcic

Pubblicato da paolo fichera su giugno 12, 2007

Dialogo tra Angelo Floramo e Natasha Radojcic

___________

Due romanzi, due protagonisti, Halid e Sasha: uomo, donna. Tutto è diverso: tempi, stile narrativo, paesaggio, ambientazione, immagini, odori. Da una parte la Bosnia e il suo fango, con i susini, i corvi neri come le donne, i vecchi trattori, i villaggi perduti nei campi.

È una terra di morti (anche i vivi lo sono), dilaniata dalla guerra etnica, sospesa nell’immobilità più desolante e disperata del dopo, tanto da sembrare un relitto che tutti ormai hanno dimenticato. Tutti tranne coloro che faticosamente sopravvivono all’orrore che provano per se stessi. Lungo queste contrade si aggira Halid, protagonista di Tornando a casa: quasi un Golem nato dal pantano della sua terra, impastato con sangue, rakija, sogni e dolore. Un Golem disperato, alla ricerca dei frammenti di ciò che un tempo è stata la sua vita e che la guerra gli ha portato via per sempre: l’amore, gli amici, il domani. Dall’altra parte invece c’è l’Occidente più spietato, con i suoi ritmi frenetici e pazzi: Cuba, New York, le topaie metropolitane pagate a ore, il sesso violento e triste. Ma per quanto la scena inquadri squallidi interni di anonimi motel o marinai americani dal tatuaggio facile, il retrogusto balkanico resta comunque forte e impregna di sé tutta la narrazione, come una strana smerigliatura che blocca il tempo e lo spazio nella stessa inquadratura. I Balkani sono una condizione dell’anima. Difficile lasciarli alle spalle. Basta una sensazione, un ricordo, un rimpianto. Una nostalgia. Forse è il desiderio di casa destinato a restare inappagato che produce questo effetto. E sei di nuovo lì, anche se ti trovi a mille miglia di distanza, anche se davanti a te si allarga il mare dei Caraibi o una strada dell’Ovest affollata di gente che non conosce le tue parole.

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Balkanorama – Omaggio a Kusturica

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 11, 2007

SCHERMO SONORO
GIOVEDí 14 GIUGNO; ORE 21.00
Cinemazero – Aula Magna Centro Studi

RADIOZASTAVA
BALKANORAMA – OMAGGIO A KUSTURICA
I RadioZastava sono una accozzaglia di ottoni, fiati, percussioni e fisarmoniche le cui doti più marcate sono l’irruenza sonora e il forte impatto scenico. Radio per la vocazione a spaziare tra vari generi e suonare ininterrottamente fino ad esaurimento fisico, Zastava quale richiamo all’unica vera auto del popolo nei paesi dell’exJugoslavia, simbolo tangibile di un’unità nazionale sgretolatasi sotto le bombe nei primi anni ‘90. Leggi il seguito di questo post »

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“In una biblioteca dentro il carcere” di Angela Barlotti – Best Off 2006

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 8, 2007

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Potete scaricare in file pdf l’articolo di Angela Barlotti In una biblioteca dentro il carcere. Il viaggio come realtà e come metafora pubblicato nel numero 7 di “PaginaZero-Letterature di frontiera” e poi pubblicato nel “Best off 2006 – Letteratura e industria culturale. Il meglio delle riviste letterarie italiane” a cura di Giulio Mozzi (Minimum Fax) dove PaginaZero è stata inserita.

Potete leggere e scaricarvi l’articolo qui.

in-una-biblioteca-dentro-un-carcere.pdf

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Associazione Altreurope e rivista eSamizdat

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 5, 2007

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Pubblichiamo una lettera/newsletter degli amici della rivista eSamizdat

Cari amici,
vi scriviamo per invitarvi a festeggiare con noi la nascita dell’associazione Altreurope.
Come forse saprete, nel dicembre 2006 è stata fondata l’associazione Altreurope. Il suo obiettivo è quello di ampliare il progetto della rivista eSamizdat attraverso la promozione di attività volte a diffondere le culture dei paesi dell’Europa slava e centro-orientale.

Altreurope si propone di organizzare seminari, convegni, conferenze, rassegne cinematografiche e manifestazioni culturali, di ampliare le attività editoriali di eSamizdat attraverso la pubblicazione di volumi e materiali in formato cartaceo ed elettronico e di sviluppare portali e siti Internet, nello spirito delle attività finora promosse dalla rivista. Leggi il seguito di questo post »

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L’viv – immagini

Pubblicato da pasha39 su giugno 4, 2007

L’viv , L’vov, Leopoli, Lemberg, vari nomi di un’antica città dell’Ucraina occidentale, città tradizionalente cosmopolita, rivolta all’Occidente.
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Lesja Ukraïnka (1871-1913), poetessa ucraina

Pubblicato da pasha39 su giugno 4, 2007

Contra spem spero! *

     Via, pensieri, voi, nubi autunnali!
Ora è la primavera dorata!
Forse nell’amarezza, nel pianto
Passeranno gli anni della giovinezza?
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Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #11

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 4, 2007

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Nel presente

di Sara Castelnuovo*

25 Aprile 2007
Sono in Bosnia già da cinque giorni. Oggi i miei colleghi viaggiano da Milano a Sarajevo, impiegheranno tredici ore ad arrivare. Io parto da Bosanska Krupa, a poco meno di un’ora da Bihać, nel nord della Bosnia. Pullman quasi vuoto. Nove ore per raggiungere la capitale, anche se sono poco meno di 300 km: cos’ha la Bosnia di così difficile e lungo da attraversare?

Non ho una mappa con me. All’inizio è curioso non sapere in anticipo i nomi delle terre che attraverso. Vivo il presente, ascoltando i pensieri, le emozioni e le fantasie che nascono punzecchiati da quello che vedo dal finestrino.
Com’era vivere qui durante la guerra? Non potendo sapere con certezza quando, da dove e come il nemico (quale?) sarebbe arrivato per distruggere vita e casa. Incertezza. Leggi il seguito di questo post »

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Il mercato librario tedesco – Gli eredi di Gutenberg (4)

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 1, 2007

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Gli eredi di Gutenberg

L’articolo è di Eugen Emmerling, giornalista indipendente ed è tratto dal sito dell’Istituto Goethe e lo potete anche leggere qua

Gli eredi di Gutenberg si sono difesi bene dalla concorrenza. Gli editori si caratterizzano per i contenuti, non per i supporti tramite i quali vengono veicolate le informazioni. Tali supporti sono oggi, insieme ovviamente alla carta, anche le pubblicazioni offline, ad es. sui CD-Rom, o le pubblicazioni online, quali le banche dati scientifiche in Internet. Sempre più spesso le case editrici pubblicano in modo “neutrale dai media”, ovvero, ad es., un manoscritto può essere elaborato in modo tale da poter essere immesso sul mercato o come libro o come CD-Rom oppure come pubblicazione in internet. L’ “o …oppure” sta diventando sempre più un “e…anche”.
Per maggior comodità dei lettori, i libri –soprattutto quelli specializzati e tecnici- hanno sempre più spesso come allegato CD-Rom che possono essere attualizzati anche via internet. Gli eredi di Gutenberg,le case editrici, hanno imparato ad aggiornarsi. Oggi in Germania le pubblicazioni elettroniche sono una cosa ovvia, anche se riguardano prevalentemente la letteratura specializzata e i libri tecnici. E’ probabile che, ancora per qualche decennio, la narrativa avrà ancora una maggiore diffusione su carta. Leggi il seguito di questo post »

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Il mercato librario tedesco – Il commercio librario in Germania (3)

Pubblicato da Mauro Daltin su giugno 1, 2007

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Il commercio librario in Germania

L’articolo è di Eugen Emmerling, giornalista indipendente ed è tratto dal sito dell’Istituto Goethe e lo potete anche leggere qua

I lettori tedeschi sono fortunati. Oltre 4500 librerie riforniscono di letteratura la popolazione su tutto il territorio. In qualsiasi di queste librerie è possibile acquistare o ordinare circa un milione di titoli in commercio. In Germania è vietato attuare un sovrapprezzo su prenotazioni o sull’erogazione di servizi quali la redazione di una bibliografia o la ricerca di titoli difficili da reperire. Il prezzo imposto dei libri è la garanzia che un’acquirente non debba mai pagare più di quanto stabilito dalla casa editrice. Grazie al prezzo imposto, fin dal 1887 si è diffusa in Austria e Germania un’esemplare molteplicità di titoli e di possibilità di rifornimento sostenute da autori, editori e librai ed appoggiate espressamente da tutte le istanze democratiche presenti nell’area linguistica tedesca. Leggi il seguito di questo post »

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