PaginaZero

RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Archive for luglio 2007

LA VOCE DEL MINISTRO – Balkani ground 0 – Voci da est #4

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 30, 2007

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Intervista a Mladen Ivanic, ministro per gli Affari Esteri del Governo di BosniaErzegovina

a cura di Angelo Floramo

Puoi leggere l’intero articolo e l’intervista anche scaricando il pdf cliccando qui
la-voce-del-ministro.pdf

Gordana è la portavoce del ministro per gli affari esteri della Bosnia Erzegovina. Sono sorpreso di ricevere una sua e-mail a pochissima distanza dalla mia lettera con cui chiedo l’opportunità di intervistare il ministro Ivanic. Sorrido al pensiero di quante lungaggini dovrei sopportare se fosse mia intenzione intervistare il ministro degli esteri italiano, o tedesco, oppure quello francese! Per poi ricevere un secco diniego, alla fine. I soliti sopraggiunti impegni. Il tono della lettera è estremamente cordiale: “Pregiatissimo Sig. Floramo, ho il piacere di informarla che il ministro Ivanic è disponibile a concederle un’intervista. Aspettiamo una lista di possibili domande, come lei stesso suggerisce nella sua lettera. Colgo l’occasione per esprimerle i miei più sinceri rispetti”. Così preparo una lista di domande molto accurata, presumendo di sapere. Di capire. Attendo un solo giorno e la risposta è la seguente: “Mio caro Sig. Floramo, dal momento che la situazione in Bosnia Erzegovina è davvero molto complessa e non è mai semplice, è comprensibile che uno straniero sia confuso e perplesso. Così ho deciso di inviarle un po’ di materiale, sperando che la documentazione la aiuti a comprendere meglio, e le sia utile nella stesura del suo articolo. Sarà quindi molto apprezzato se vorrà riformulare le sue domande, in base alle nuove informazioni acquisite. Spero che questa lettera sia considerata da lei una manifestazione di amicizia e di stima”. Una bella lezione davvero. Ho studiato quindi… attentamente. E dopo una settimana ho inviato le domande riviste e corrette… Gordana non si è fatta attendere. Mi ha lasciato il numero personale del ministro e l’indicazione dell’ora. Leggi il seguito di questo post »

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Offerta numero 10 di PaginaZero

Pubblicato da paolo fichera su luglio 23, 2007

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Da oggi fino al 31 agosto il numero 10 di PaginaZero è in vendita al prezzo di 4,50 euro (incluso di spese di spedizione) al posto del prezzo di copertina di 6 euro.
Per richiedere copia del numero scrivete a redazione@rivistapaginazero.net.

Per conoscere il sommario del numero 10:
http://rivistapaginazero.wordpress.com/2007/03/01/il-numero-10-di-paginazero/

oppure potete visitare il sito www.rivistapaginazero.net

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Lettera di Salvatore Borsellino. Una strage di Stato

Pubblicato da paolo fichera su luglio 20, 2007

Pubblico integralmente la lettera aperta di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Nessun giornale italiano le ha dato, finora, lo spazio che avrebbe meritato. Forse sarà pubblicata all’estero.
da: http://www.xantology.com/
di Antonio Pagliaro
Grazie

19 Luglio 1992 : Una strage di stato

Per anni, dopo l’estate del 1992 sono stato in tante scuole d’Italia a parlare del sogno di Paolo e Giovanni, a parlare di speranza, di volontà di lottare, di quell’alba che vedevo vicina grazie alla rinascita della coscienza civile dopo il loro sacrificio, dopo la lunga notte di stragi senza colpevoli e della interminabile serie di assassini di magistrati, poliziotti e giornalisti indegna di un paese cosiddetto civile.

Poi quell’alba si è rivelata solo un miraggio, la coscienza civile che purtroppo in Italia deve sempre essere svegliata da tragedie come quella di Capaci o di Via D’Amelio, si è di nuovo assopita sotto il peso dell’ indifferenza e quella che sembrava essere la volontà di riscatto dello Stato nella lotta alla mafia si è di nuovo spenta, sepolta dalla volontà di normalizzazione e compromesso e contro i giudici, almeno contro quelli onesti e ancora vivi, è iniziata un altro tipo di lotta, non più con il tritolo ma con armi più subdole, come la delegittimazione della stessa funzione del magistrato, e di quelli morti si è cercato da ogni parte di appropriarsene mistificandone il messaggio.
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Percorsi di Pace

Pubblicato da paolo fichera su luglio 20, 2007

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Il 24 Lug 2007 10:00, a Siena, presso la Sala di Palazzo Patrizi, Via di Città 75.

ll Centro “Gabrio Avanzati” del Comune di Siena aderisce alla seconda edizione del progetto European Rails of Peace, promosso dall’Organizzazione “Glocal Forum” e dall’Associazione “Viaggi e Libertà”.

Grazie a questa iniziativa, 51 studenti universitari di età compresa fra i 18 ed i 25 anni ospiti del Comune di Siena, provenienti dalla Bosnia-Erzegovina, dalla Serbia e dal Kosovo, potranno usufruire di visti e facilitazioni per visitare alcune importanti città europee e partecipare a workshops in tema di processi di pacificazione e dialogo interetnico.

L’obiettivo del workshop è quello di favorire il confronto ed il dialogo tra i tre gruppi di studenti, di raccogliere le loro riflessioni personali e di promuovere una discussione sul passato, il presente ed il futuro dei loro rispettivi Paesi.
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Gli e-book di PaginaZero. Collana di Poesia

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 18, 2007

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Il progetto, le betulle nane, si propone di presentare poeti contemporanei (e non), attualmente inediti in Italia o che abbiano avuto a oggi da noi una sporadica e quasi nulla diffusione. Gli autori presentati appartengono ad aree geografiche nelle quali “PaginaZero-Letterature di frontiera”, prima come rivista cartacea e oggi anche come blog, si è mossa: le aree dell’Est Europa, con particolare riferimento alla zona dei Balcani. Tali confini sono solo l’inizio per definire il progetto che vuole in futuro indagare anche altri territori e altre letterature.

Gli e-book le betulle nane non vogliono proporre una raccolta completa dell’autore presentato ma una sezione della sua opera, un compendio, una foglia della sua arte, mantenendo al contempo la dignità dell’opera organica e dando la possibilità di poter approfondire, per chi vorrà, l’autore trattato.

In un confronto ideale di testi con le sensibilità/realtà degli autori proposti, la collana ospiterà anche una sezione dedicata ai poeti italiani contemporanei.

Con l’e-book Un uccello nero come l’asfalto di Dmitrij Grigor’ev inauguriamo la collana le betulle nane.
dmitrij-grigorev.pdf

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Scomparso uno dei maggiori poeti russi contemporanei, Dmitrij Prigov

Pubblicato da pasha39 su luglio 16, 2007

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(paolo galvagni)

Nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2007 si è spento per una crisi cardiaca il poeta russo Dmitrij Aleksandrovic Prigov. Ricoverato dal 6 luglio per un infarto, è rimasto a lungo in coma.

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Poesia femminile croata contemporanea

Pubblicato da paolo fichera su luglio 13, 2007

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Recensione di Silvio Ziliotto (Cultore della materia per la lingua e letteratura serbo-croata presso l’Università Cattolica di Milano)

Via Lattea. Antologia della poesia femminile croata contemporanea, a cura di Marina Gatti Lipovac (testo a fronte in italiano), edizioni Lint, Trieste, 2004.

L’antologia della poesia femminile croata contemporanea Via lattea, come ha scritto il noto poeta Branko Maleš, “intende anzitutto essere un attraente catalogo delle poetiche femminili di un paese vicino, in una scelta necessariamente soggettiva, tesa a valorizzare sul piano teorico-poetico e critico-storico la produzione delle poetesse croate” e va intesa “come un onesto bouquet di poesie di scrittrici della vicina Croazia, sensibili alle dinamiche del mondo contemporaneo, così come a quelle del proprio ambiente”. La silloge, esauriente e di rara bellezza, abbraccia tutta la seconda metà del ’900 e raccoglie i versi di trentacinque poetesse croate da Vesna Parun, decana della poesia croata a Tatjana Gromača, una delle più valide poetesse della nuova generazione ed è frutto del lavoro scrupoloso di Marina Gatti Lipovac, docente di Letteratura Croata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha scritto anche la preziosa Introduzione, le interessanti Brevi note storiche sull’evoluzione della poesia croata dal secondo dopoguerra ai giorni nostri e i Medaglioni biografico-critici delle singole poetesse.
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Stari Most – Balkani Ground 0 – Voci da Est #3

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 10, 2007

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con un’intervista a Manfredo Romeo, architetto che ha progettato la ricostruzione del Ponte di Mostar

a cura di Angelo Floramo

Puoi leggere l’intero articolo e l’intervista anche scaricando il pdf cliccando qui
stari-most.pdf

Quando Slavenka Drakulic, la più caustica e acuta scrittrice croata di cose balcaniche, venne chiamata a commentare la caduta del ponte di Mostar, scrisse sulle colonne dell’Observer una considerazione atroce, da cui è impossibile prescindere: contemporaneamente alle immagini del ponte vecchio che crollava, venne diffusa l’impietosa documentazione fotografica del massacro dei civili a Stupni Dol, un villaggio di musulmani attaccato in forze da reparti regolari dell’esercito croato. L’orrore per quelle immagini fu generale, quanto unanime la condanna. Ma nessuno pianse, nemmeno sulla gola aperta della giovane donna vestita di nero, sgozzata e abbandonata tra le macerie, lei, islamica, vittima innocente (come lo sono tutte poi) di un feroce fondamentalismo etnico e cristiano. Quando cadde il ponte di Mostar invece piansero in molti. Leggi il seguito di questo post »

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Cepletischis

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 6, 2007

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Cepletischis

di Stefano Fregonese

Potete anche leggere e scaricare il reportage in formato pdf cliccando qui:
cepletischis.pdf

Quando la moto inforca la deviazione per il centro del paese Laura, alle mie spalle, non si tiene e inizia a ridere forte. Nei dieci anni in cui ha vissuto a Udine nulla più di un no sense, alla stregua di uno scioglilingua, è suonata la parola che ora, sul cartello stradale, scritta bianca su sfondo azzurro, si fa nome e case e persone; persone che ci guardano stupite e sospettose quando il rombo del motore si amplifica negli stretti vicoli che separano una pietra dall’altra. Io saluto tutti, quasi a scusarmi dell’intrusione ma dentro di me rido come Laura. Cepleche? Cepletischis.

L’idea di giocare con la storia e la geografia a Laura è piaciuta subito; tra un anno il confine con la Slovenia, la vecchia cortina di ferro, non ci sarà più. Non ci sarà più sulle carte ma ci vorranno generazioni perché sparisca dall’immaginario. Leggi il seguito di questo post »

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“A come Srebrenica” – Balkani Ground 0 – Voci da Est#2

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 5, 2007

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Intervista a Roberta Biagiarelli

a cura di Angelo Floramo

Puoi leggere l’intero articolo e l’intervista anche scaricando il pdf cliccando qui
a_come_srebrenica.pdf

C’è una terra al di là del mare. È abitata da Croati cattolici, Bosniaci musulmani e Serbi ortodossi. Non è indifferente specificare l’appartenenza religiosa. Perché qui ha un significato che ti rimane nel sangue. E ti fa mangiare, vivere, pensare, abitare in modo diverso dagli altri. Soprattutto ti fa credere che gli altri siano diversi da te. In questa terra c’è una città. Si chiama Srebrenica. Un nome difficile da pronunciare. Duro da fissare nella memoria. Nel luglio del 1995 la sua gente vive una pace forzosa, innaturale, sospesa nell’enclave che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dichiarato zona protetta. Tutto attorno turbina il ciclone delle guerre balcaniche. Ma il 9 luglio il vento cambia all’improvviso. E il generale serbo bosniaco Ratko Mladic decide di irrompere con le sue truppe nel territorio della città. I caschi blu presenti restano a guardare, mentre le sue bande di mercenari, i famigerati “Scorpioni”, si apprestano a celebrare il più grande massacro avvenuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. In tre giorni 9000 civili vengono inghiottiti nelle fosse comuni. Gli altri, quelli condannati a sopravvivere, convivono oggi con i fantasmi delle bombe, delle sevizie, degli stupri. Dei lutti. Ma sarebbe troppo semplice pensare che la Bosnia sia riducibile ad un’equazione in cui è possibile dividere il bene dal male, il buono dal cattivo. Qui tutti sono stati vittime e aggressori. Leggi il seguito di questo post »

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Torviscosa

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 4, 2007

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Torviscosa

di Stefano Fregonese

Potete anche leggere e scaricare il reportage in formato pdf cliccando qui: torviscosa.pdf

La brezza tesa e fredda, che ieri sera sembrava annunciare un improbabile fine stagione, si è spenta alle prime luci dell’alba lasciando nell’aria sole agostano e sudore. I muri del soggiorno, esposto a sud e ad est, irradiano ora il calore accumulato durante la giornata. Vivo quest’estate diversa da ogni altra. Mi attardo. Leggo molto. Lobo Antunes staziona sul comodino.
Domenica ho viaggiato accompagnato dal capitano Alatriste. A Pordenone mi ha accolto un gioviale Luca. Com’è noto sono un buon orecchio, capace di ascoltare e Luca, se non ha la pipa tra i denti, ama parlare.
Luca è venuto a prendermi in stazione a Pordenone e mi ha condotto con la sua auto verso la bassa friulana. Se guida non può leggere. E se non legge sogna. Sogna, quando la moglie è dall’altra parte del mondo ad insegnare l’oceano californiano ai tre figli, sogna Luca, di andare a vivere a Trieste.

Marinotti e Bignami, mi spiega Luca, in trecentoventi giorni hanno costruito Torviscosa. Leggi il seguito di questo post »

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Valerij Brjusov (1873-1924), il simbolista russo, cantore dell’amore

Pubblicato da pasha39 su luglio 2, 2007

a cura di paolo galvagni

L’appuntamento

In una di quelle case, create dal libertinaggio,
Dove a tutti è offerto un letto mercenario,

Nel talamo delle carezze comuni, sgualcito or ora,
Anche noi trovammo rifugio – per celare il nostro amore. Leggi il seguito di questo post »

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L’esaltazione dell’esilio: intervista a Moni Ovadia

Pubblicato da Mauro Daltin su luglio 2, 2007

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L’esaltazione dell’esilio: intervista a Moni Ovadia

a cura di Mauro Daltin

Intervista apparsa sul n° 5 della rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera”

La maggior parte degli uomini aspira ad avere una propria casa, una propria nazione e una patria. In sostanza una terra dove poter vivere, ritornare, sentirsi parte stabile di un processo.
Lo sradicamento, causato per i motivi più differenti, porta con sé sempre sofferenza, rimpianti, nostalgie e una paura per quello che si andrà a incontrare. Dall’altro lato chi pensa di essere a casa propria, chi pretende di possedere una terra, vede chi è costretto ad abbandonarla come un pericolo dal quale difendersi e dal quale proteggere con muri e confini quello che ha conquistato. Moni Ovadia da anni canta l’esilio come condizione naturale dell’uomo, quasi fosse il presupposto fondante l’utopia di vivere in un mondo di libertà e uguaglianza e l’antidoto ai nazionalismi e alle tendenze totalitarie.

“Un uomo che si rispetti non ha una patria. Una patria è una colla” (E. Cioran). È una frase che potrebbe ben rappresentare l’esaltazione dell’esilio come splendore della condizione umana del popolo ebraico e zingaro che lei canta continuamente nei suoi spettacoli, nella sua musica e nei suoi libri. Che cosa intende per esilio?
L’esilio è un dono, non una punizione. Che cosa tiene insieme gli esiliati? La spiritualità. L’esilio è la condizione naturale dell’essere umano. Nel Levitico è specificato che la terra è del Signore, non dell’uomo. L’uomo è ospite sulla terra. Questo concetto viene continuamente disatteso dall’ideologia nazionalistica. Un esempio è il localismo leghista che per me è ridicolo e fondato sul capovolgimento dei valori primari. Loro hanno lo slogan “padroni in casa nostra”, come a sottintendere che la terra è cosa loro e ogni straniero è quindi ostile. Leggi il seguito di questo post »

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