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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Archive for the ‘ARTI LUNGO LE FRONTIERE’ Category

Fichera-Korporal-Marcacci-Scarinci: “dormi come visibile”

Posted by paolo fichera su settembre 5, 2010

Dormi come visibile è il frutto di un progetto lungamente meditato. Il punto di partenza sono state 9 opere di Mirco Marcacci. L’ipotesi di lavoro è stata quella che da queste opere potesse farsi poesia, potesse secondo due distinte sensibilità, quella di Paolo Fichera e la mia (Viviana Scarinci), avverarsi una traduzione che dall’immagine virasse alla parola. Si è proceduto autonomamente a due scritture che solo in un secondo momento si sono confrontate per mutarsi di poco. Mirco Marcacci dopo la lettura delle  poesie ha consegnato all’opera una copertina originale e Maria Korporal ne ha curato il progetto grafico.”

Per sfogliare e leggere il libro cliccare sull’immagine di copertina:

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JUS il Giusto nel suo mondo – Simone Pellegrini

Posted by paolo fichera su giugno 18, 2010

“Un vento di bêtise soffia ora sul mondo” Gustave Flaubert

Personale di Simone Pellegrini
“JUS, il Giusto nel suo mondo”
catalogo con testi di Luigi Cerutti e Adriana Polveroni
Inaugurazioni:

05.06 Galleria Cardelli&Fontana, Via Torrione Stella Nord 5,Sarzana (SP)

www.cardelliefontana.com

17.06 Galleria Giacomo Guidi artecontemporanea, Vicolo Sant’Onofrio22/23 Roma

www.galleriagiacomoguidi.com

Intervista a Simone Pellegrini di Sara Vannacci
08.03.2007
da qui

Sara Vannacci: Anche se la tua arte si può definire pienamente matura tu sei un artista a tutti gli effetti molto giovane.C’è stato un momento fondamentale nei tuoi primi anni di carriera che ti ha influenzato particolarmente e ha contribuito ad indirizzarti verso la tua produzione artistica attuale?

Simone Pellegrini: Niente che si collochi all’inizio della carriera.
A determinare il quanto del principio è un “levato”.
Quando si comincia in assenza si diventa tacitamente complici della stessa al punto da fare di se stessi i costruttori e i sottrattori dell’elemento aggiunto. Niente che si possa definire realmente fondante ha una valenza positiva tanto da indurci ad immaginare una sua originaria processione verso di noi. Quel che ci inizia alla storia è la recessione del solo elemento che finirà con l’indurci al reale. A noi corre l’obbligo di ricondurre incessantemente questo frammento nel punto interstiziale tra immaginario, simbolico e reale (tenendo in considerazione la suddetta propensione dello stesso verso questo ultimo tropo) pur di darci l’illusione di poter stringere il nodo che siamo.
Proprio riguardo al negativo che insiste da sempre, noi sappiamo (almeno da quando alcuni si sono dati il pensiero di dimostrare la coesistenza di macro e micro pur nella non condivisione delle medesime leggi) che il suo “salto” nell’aldiqua del visibile è dato solo nella moltiplicazione.

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THE PURSUIT OF HAPPINESS | Arsenal Gallery | Poznan

Posted by paolo fichera su maggio 1, 2010

THE PURSUIT OF HAPPINESS
Louise Adkins, Alexander Bates, Melissa Bugarella, Kathryn Cooper, Andy D’Cruz, Charlie Coffey, Michael Davies, Maddy Dickerson, Tinsel Edwards,  Iames C. Fagan, Ester Faiman, Gene George, Ierome Harrington, Anna Kalwaitys, Merve Kaptan, Maria Kiartansdottir, Aneta Lis, Eva Lis, Tomasz Madaiczak, Ivo Nikic, Herve Perez, Paulina Plachecka, Marianna i Daniel O’Reily, Alicia Rogalska, Mateusz Sadowski, Iustyna Scheuring, Erica Scourti, Emily Paige Short, Michal Tkachenko, Matthew Vedron, Siohban Wanklyn, Liz Wroe, Fani Zguro, Piotr Zylinski
Curators Tekla Wozniak, Zbigniew Kotkiewicz
Arsenal Gallery, Poznan
From May 7 until June 6, 2010

THE PURSUIT OF HAPPINESS Project joined SocialDesignSite, a non-profit organisation that aims to foster a discourse on social design through our international online platform and the organization of and participation in projects, exhibitions, conferences, lectures, etc.  THE  PURSUIT OF HAPPINESS Project is looking for contributors for its upcoming publication. The publication will anticipate and promote series  of exhibitions and talks. With help of academics and art students, creative and critical writing practitioners we aim to prepare a strong background for upcoming events and develop a critical discourse on The Pursuit of Happiness. Selected for the publication texts will be presented in the book along with the artworks submitted to the project. The  curators encourage all of you considering participation in the project to familiarize with the participating audio-visual artists’ works and a brief introduction to THE PURSUIT OF HAPPINESS Project . They are available on the project’s website:

galeria miejska arsenał

stary rynek 3
61-772 poznań
poland
tel/fax
work  +48 61 852 95 01
work  +48 61 852 95 02
arsenal@arsenal.art.pl
www.arsenal.art.pl

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Antoine D’Agata – “L’image d’après”

Posted by paolo fichera su aprile 27, 2010

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“Grazia De’ Fiori” Simone Franco, Simone Giorgino e Orodè Deoro

Posted by paolo fichera su marzo 20, 2010

Omaggio a Carmelo Bene, nell’ottavo anniversario della sua morte.

16 marzo 2010, Fondo Verri di Lecce.

Un estratto di “Grazia De’ Fiori”: performance pittorica di Orodè Deoro e letture dal poema beniano “‘L MAL DE’ FIORI” del poeta Simone Giorgino e dell’attore Simone Franco, con selezione musicale a cura degli stessi e di Andrea Cariglia.

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Il golem è un sosia

Posted by paolo fichera su marzo 19, 2010

Scena dal film muto Der Golem, wie er in die Welt kam (1920) di Paul Wegener

Nel racconto di Jorge Luis Borges c’è un uomo che guarda al golem, al simulacro che sta sognando. Nell’opera di Maria Korporal è viceversa il golem a guardare; e quanto appare riflesso dagli schermi è ciò che il suo occhio scruta. Ma il golem è anche un sosia, un’immagine di noi, emulsionata in una fisica dirimpetta, da un nostro atto immaginativo iniquo, in cui ci si plasmi, o per verità o per morte, assoluti, e senza nessuna variabile nell’ambito di questo spettro. Se il golem è anche questo, noi stessi, come sembra suggerire l’opera di Maria Korporal, ne risultiamo al suo occhio, simulacri che si sognano riflessi da una teoria di schermi. E come il golem, fantocci devoluti al loro stesso occhio, che si credono umani, inseguendo il sogno di apparire. E si ribellano solo nel caso in cui si voglia disinnescare la loro immagine, cancellando un’iniziale (Viviana Scarinci)

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Che cos’è un golem?

Posted by paolo fichera su marzo 18, 2010

di Maria Korporal

Che cos’è un Golem? In ebraico antico la parola sembra che abbia significato l’embrione umano, l’esistenza imperfetta prima della creazione. Il nome appare nella Bibbia al verso 16 del salmo 138: “I Tuoi occhi videro il mio golem…” Nella filosofia ebraica del medioevo il termine indicava materia viva ma ancora senza forma. Nella Germania del XII-XIII secolo i mistici hassidici sperimentavano un rito oscuro, dove il potere cabalistico dell’alfabeto ebraico veniva usato per manipolare la materia terrosa fino ad animarla, cioè a crearne un “golem”; una specie di simulazione della creazione di Adamo dal fango. Queste usanze mistiche e filosofiche diedero vita ad una serie di leggende sul Golem, che diventò uno dei più importanti temi del folklore ebraico e della letteratura yiddish. Queste leggende hanno in comune un rabbino o un cabalista che crea un fantoccio d’argilla, con sulla fronte scritta la parola EMETH, che vuol dire verità e che possiede il potere di animare la creatura. Il Golem può essere disattivato cancellando la prima lettera, facendolo crollare a terra sotto il potere di METH, cioè morte. In molte versioni il Golem viene creato per proteggere gli ebrei dai loro innumerevoli nemici sempre pronti alle calunnie antisemitiche e alle persecuzioni, in altre appare come automa o robot primitivo per aiutare nei lavori domestici. Di solito il Golem viene descritto come un simpatico e goffo individuo. Tuttavia, in quasi tutte le storie si arriva sempre ad un momento fatale: il rabbino dimentica di cancellare la lettera del potere per disattivare il Golem quando non serve, e il fantoccio d’argilla cresce a dismisura fino a scatenarsi e a minacciare il suo creatore. Alla fine si riesce sempre a sopraffare la creatura. Leggi il seguito di questo post »

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“L’occhio del golem” di Maria Korporal

Posted by paolo fichera su marzo 17, 2010

“voleva sognarlo con minuziosa interezza e imporlo alla realtà. (…) Lo sognò attivo, caldo, segreto, della grandezza d’un pugno serrato, color granata nella penombra d’un corpo umano ancora senza volto né sesso; con minuzioso amore lo sognò, durante quattordici lucide notti. Ogni notte lo percepiva con maggiore evidenza. Non lo toccava: si limitava ad esserne testimone, a osservarlo, talvolta a correggerlo con lo sguardo. Lo percepiva, lo viveva, da molte distanze e sotto molti angoli. La quattordicesima notte sfiorò con l’indice l’arteria polmonare e poi tutto il cuore, di fuori e di dentro. L’esame lo soddisfece.”

Le rovine circolari (Finzioni, 1944) di Jorge Luis Borges

Le fotografie si riferiscono a “L’occhio del golem” di Maria Korporal. L’opera la si potrebbe definire un’istallazione reale, in quanto occupa una porzione di spazio piuttosto rilevante e si sviluppa soprattutto in altezza. Come si evince dalle fotografie essa appare esternamente come un cilindro costituito da piccoli schermi, i quali riflettono lo sviluppo di un motivo unitario che segue la curvatura dell’esterno dell’opera. Il cilindro custodisce al suo interno l’occhio del golem (Viviana Scarinci)


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PRIVATE n. 47

Posted by paolo fichera su dicembre 14, 2009

Diciotto reportage di autori israeliani per diciotto trame, tra esteriorità, paradossi, psicologia e dramma. Uno sguardo fotografico diverso sulle tante anime di un paese dalle forti contraddizioni: israeliano o palestinese, ricco e povero, moderato ed estremo, tradizionale e secolare, creativo e distruttivo, presente o futuristico, rifugiato, residente, immigrato, sopravvissuto o clandestino, musulmano, ebreo, cristiano, druso o samaritano.
Un itinerario tra le contrapposizioni sociali e le differenze religiose dove i confini formano l’identità.
La percezione fotografica dei confini nel paese delle contrapposizioni.

Fotografi

Abir Sultan | Ahikam Seri | Benyamin Reich | Dan Bronfeld | Dvir Stanislav | Eddie Gerald | Elinor Carucci | Felix Lupa | Gaston Zvi Ickowicz | Gili Yaari | Harel Stanton | Julia Komissaroff | Kobi Wolf | Nitzan Hafner | Tomer Appelbaum | Yaakov Israel | Yonathan Weitzman | Yuval Tebol

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K.H. Hödicke

Posted by paolo fichera su dicembre 12, 2009

K.H. Hödicke
Senza titolo
Tecnica: Gouache su carta
Dimensioni: 30×40 cm
Anno: 1987
Collezione privata

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Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole

Posted by paolo fichera su novembre 6, 2009

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Oggetto: “Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole”

Cantine del Castello Conti
via Borgomanero 15 – 28014 Maggiora (NO)
Sabato 7 novembre 2009 dalle 18 alle 22

si terrà la manifestazione

Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole

introdotta, alle 17.00, da una tavola rotonda sul tema

“Il vino tra terra e poesia”

interverranno:

Sandro Sangiorgi         fondatore e direttore di Porthos, giornalista e sommelier
Marco Arturi             giornalista

modera

Luigi Metropoli            Divino Scrivere

La manifestazione si inserisce nel settore della viticoltura di qualità all’interno del vivace panorama vinicolo italiano.
Il filo conduttore della serata è l’amore per la terra, per il territorio in cui si opera e per il lavoro nelle vigne, nel segno di un ritorno a una naturalità che non rinuncia alla cultura, ma anzi la incontra per un arricchimento i cui beneficiari sono l’uomo e l’ambiente.

Saranno presenti i seguenti produttori vitivinicoli, con relativi banchi d’assaggio:
Cantine del Castello – Elena Conti (doc Boca – Piemonte)
Le Piane – Christoph Künzli (doc Boca – Piemonte)
Antoniolo – Lorella Zoppis (docg Gattinara – Piemonte)
Antoniotti Odilio – Odilio Antoniotti (doc Bramaterra – Piemonte)
Cappellano – Augusto Cappellano (docg Barolo – Piemonte)
Ar.Pe.Pe – Isabella Pelizzatti Perego (docg Valtellina Superiore – Lombardia)
Az. Agr. Crociani – Susanna Crociani (docg Nobile di Montepulciano – Toscana)
Az. Vin. Fiorini – Cristina e Alberto Fiorini (doc Lambrusco di Sorbara – Emilia)

La serata, ideata e curata dalle sorelle Conti, Barbara Brandoli e Luigi Metropoli dell’associazione culturale Divino Scrivere, Gianni Usai, si articola in un percorso sinestetico ricco di seduzioni, di intrecci sensoriali che allieteranno anche lo spirito. Oltre ai banchi d’assaggio, nella cornice delle Cantine Conti, dove si possono degustare i vini delle varie aziende presenti, si potrà intraprendere un percorso fotografico, “Tralci di vita” di Massimo Prizzon http://www.massimoprizzon.it, che arricchirà la degustazione, mentre versi e rime di poeti contemporanei fungeranno da raccordo tra i vari banchetti. Durante la serata l’artista Oreste Sabadin http://www.orestesabadin.it realizzerà “Arte di Vino”, piccole opere su carta con i terricci e i vini dei produttori coinvolti. Scenografie e allestimento a cura di Mauro Maulini. Le poesie sono dei poeti: Cristina Babino, Maria Grazia Calandrone, Chiara Daino, Federico Federici, Paolo Fichera, Adriano Padua, Anila Resuli, Ilaria Seclì.
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Non essendo che uomini

Posted by paolo fichera su settembre 2, 2009

Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi

(Dylan Thomas, Poesie inedite)


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parole in forma di colore. visioni nella poesia di Rita R. Florit

Posted by paolo fichera su maggio 23, 2009

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parole in forma di colore

a cura di Francesca Pietracci

visioni nella poesia di

Rita R. Florit

con proiezione delle videopoesie

Lezioni inevitabili (2005)

Varchi del rosso (2006)

TwinVideo: Air-TuttoXaria (2008)

OPENING

sabato 16 maggio 2009 – ore 19:00

fino al 7 giugno 2009

Bibliothé Contemporary Art

via Celsa, 5 (piazza del Gesù) Roma – 06.6781427

lunedì>venerdì 12:00>20:00 – sabato 18:00>24:00

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ALI – rivista d’arte, letteratura e idee…

Posted by paolo fichera su maggio 10, 2009

ALI – rivista d’arte, letteratura e idee…

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Sommario : n° 1

Breve premessa – Gian Ruggero Manzoni
Nella carne dormono Ali – Antonio Castronuovo
Vertebrae – (poesie) Pasquale Di Palmo
Nella rete si dibattono Ali – Elio Copetti
Il volo dello struzzo – Vittorio Zanotta
Un maestro : Emilio Villa e il suo volo nel sapere – Luca Ariano
Dune, paesaggio di un corpo elevato – Marisa Vescovo
Sull’origine – (Boncinelli/Moriggi a colloquio) – Andrea D’Agostino
Distanza Netta – (poesie) Sebastiano Aglieco
Su roccia o tela, su osso o tastiera lo stesso
impatto atemporale del bello
– Salvatore Scafiti
Il senso di un incontro… il lungo cammino della magia – Castagna/Lagazzi
La funzione dell’artista nella contemporaneità – Antonella Zambelloni
Ri-traduzione e contro-traduzione del trentottesimo
frammento del Minima moralia di Adorno
– Pier Marco Turchetti
Per un’alchimia salutare – Nicola Macolino
Il settimo sigillo – Elisa Ravaglia
Emanazioni alate – Gian Ruggero Manzoni

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Sommario : n° 2

Sociale. La questione prima di una generazione che fa poesia – Matteo Fantuzzi
Manifesto con parole chiare – Antonin Artaud,
L’incidenza della poesia è nulla – Manzoni/Sica
Lingua, linguaggio, parola: magia, musica, metamorfosi, sacralità – Paolo Ruffilli
Il mito dell’altro che è in noi – Marisa Vescovo
Dialogo tra “La grande abbuffata” e Marco Ferreri – Elisa Ravaglia
Emilio Vedova. De-scrivere, de-contestualizzare l’opera – Luciano Marucci
Il richiamo della natura come madre e come possibilità – Gretha Harstad
La tradizione non è tradizionale – Antonio Castronuovo
ALI, per un’estetica a venire (o per un uomo a venire) – Rubina Giorgi
Helle Busacca: l’Antigone dimenticata – Luca Ariano
La caduta tra chiari e scuri – per le opere di Orodè – Gian Ruggero Manzoni

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Marcel Duchamp. La vita di un’opera d’arte.

Posted by paolo fichera su aprile 29, 2009

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Di qua e di là della frontiera

Posted by Mauro Daltin su marzo 2, 2009

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Trovate in edicola da venerdì il nuovo numero del settimanale “Carta”. Nel supplemento “Carta estnord” è stato pubblicato un articolo di Mauro Daltin dal titolo Di qua e di là delle frontiera, che racconta le suggestioni del confine orientale, del concetto di frontiera eccetera.

Questo il pdf dell’articolo:
qui

Questo il sommario del numero del supplemento Carta qui-estnord numero 7 del 2009 in allegato in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Sud Tirolo

Sommario
Lezioni di geografia [Mauro Daltin]
Cartoline dall’altro nordest [Carta Estnord]
La politica di Provincia [Gianni Belloni ]
La decrescita passa per il Comune [Chiara Spadaro]
Il cambiamento immobile. Cosa c’è nel voto del Veneto [Chiara Spadaro]
Il cambiamento immobile. Cosa c’è nel voto del Veneto -intervista a Gianni Riccamboni
Oltre il balcone fiorito [Alessandra Zendron]
Estest [Andrea Bellavite]
De Gustibus [Danilo Gasparini]
Pratiche di cittadinanza [Fabio Della Pietra]
L’ambulatorio degli irregolari [Giulio Todescan]
La città del Passante e Veneto City [Paolo Cacciari]
La signora Gelmini odia il Veneto [Gianni Belloni]
L’acqua dopo la privatizzazione [Andrea Trentin]
Economie dal basso, coop operaie [Gianni Belloni]
Il vento dei Balcani soffia ancora -Intervista a Michele Nardelli
Le monete oltre gli schei [Eliana Caramelli]
Resistenza zingara [Irene Rui]
Cartolina [Marco Baravalle]

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Estratti

Posted by paolo fichera su febbraio 17, 2009

Estratti

“Guai a chi si costruisce il suo mondo da solo”
Angelo Maria Ripellino

“… Essere poeta ed uomo vuol dire essere bosco senza tronchi e vedere… Essere non è lieve… Lievi sono solo gli stronzi…”
“Occorrerebbe vivere per essere,/ma non sarete, perché non vivete,/e non vivete, perché non amate,/perché non amate voi stessi, e tanto meno il prossimo”
“Perché il tuo volo è malato,/perché s’attarda ed è oscuro?/- Per quindici anni ho parlato ad un muro”
Vladimir Holan

“Deviarmi? La via del mio fermo proposito è segnata da rotaie di ferro per correre sulle quali il mio spirito è scanalato”
Herman Melville

“Ai morti la sepoltura e ai vivi la foccaccia”
Miguel de Cervantes

“Si è così tristi, da giovani! D’altronde, tutta questa roba non è allegra! Almeno per certe nature”
Gustave Flaubert

“Tutto passa, la corrente della vita, quel che nella corrente della vita noi rincorriamo è a noi più caro di ogni altra cosa”
James Joyce

“L’odore dell’orizzonte da ogni parte,/Cenere, come se le colline celassero un fuoco/Che altrove divorava un universo”
Yves Bonnefoy

“Non posso addormentarmi, compongo sempre. Scrivo, e tutto si incatena armoniosamente”
Lev Tolstoj

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tessere il vuoto

Posted by paolo fichera su novembre 26, 2008

locandinainvio1TRENTAQUATTROCINQUANTOTTO ARTE CONTEMPORANEA

via Inferiore 26, 31100 Treviso – telefono: +39 0422 582404

DAL 29 NOVEMBRE 2008 AL 17 GENNAIO 2009 INAUGURAZIONE: 29 NOVEMBRE 2008 ORE 18.30

tessere il vuoto

personale di IVAN DE MENIS curatore: Carolina Lio

Ivan De Menis è un artista che cresce velocemente, che resta nel campo di azione dell’informale, ma che lo gioca cambiando spesso le regole. Queste regole sono i tipi di colori, di forme, di disposizioni nello spazio. E potremmo chiamarle più efficacemente delle direzioni, in quanto seguono un avanzamento preciso verso una pulizia sempre più evidente. I colori diventano sempre più chiari, le forme regolari e lo spazio si geometrizza. Così si arriva alle famose “tessere” che vengono richiamate dal titolo della mostra e che altro non sono che tasselli, sovrapposizioni di tela e tessuti di forma irregolarmente squadrata che formano scacchiere chiare o con colori sobri, simili a volte agli scacchi o comunque a qualche altro gioco magari non ancora inventato.
Queste disposizioni sono in realtà delle “forma mentis”, modelli di pensiero resi razionali e controllati per uno studio che l’artista tenta di compiere sui processi umani, apparentemente schematici, che sembrano rifarsi a dei modelli di cosa viene ritenuto giusto e normale, ma che nascondono un insieme di difficoltà coperte da questo apparente “far quadrare i conti”. L’ordine di superficie è infatti ottenuto, nelle sue opere, da un processo di sovrapposizione, di aggiunta, strato su strato, messi insieme e amalgamati da un colore che quasi li cuce. Per questo il “tessere” del titolo ha una valenza anche verbale e rimanda a un’operazione manuale lenta, laboriosa, riflessiva che di fatto fa parte del processo creativo di De Menis.
Infine, che cos’è il vuoto che viene tessuto, il vuoto su cui si muovono le tessere e che viene costruito in una contraddizione in termini? E’ un vuoto strutturato, complesso, quindi in realtà pieno, un vuoto finto, che emerge dall’analisi del mondo e dell’umanità contemporanei sotto forma di una omogeneità standardizzata. Un vuoto apparente, una spennellata di bianco che va a coprire un quadro complessissimo, decisamente viscerale, spesse volte cromaticamente reso con colori cupi come un bordeaux sanguigno o un blu intenso e buio, di cui però in superficie non vediamo che qualche traccia e suggerimento, essendo il tutto coperto da una facciata leggera, pacata, appunto bianca (Carolina Lio)

ORARI DI APERTURA: Dal Martedì al Sabato dalle ore 16.00 alle 19.30. Sabato anche dalle 10.00 alle 12.30.

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(con)TemporaryArt

Posted by paolo fichera su novembre 12, 2008

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(con)TemporaryArt
RECALL – Seconda edizione

Art Week dal 10 al 16 novembre, ore 16.00 – 20.00

CON)TEMPORARY ART è il circuito di arte con-temporanea che riunisce due volte all’anno, in novembre e in occasione di MiArt, le location e alcune gallerie del quartiere più creativo di Milano, via Tortona e dintorni, proponendo un ricco calendario di personali, collettive, installazioni, performance, musica live, party, incontri con gli autori, eventi speciali “one shot”.

Dopo il grande successo di pubblico (8000 visitatori, 244 artisti in 28 location), di critica e stampa ottenuto sin dalla prima edizione nella settimana di MiArt 2008, torna a novembre il secondo appuntamento annuale con (CON)TEMPORARY ART.

Una settimana di sperimentazione, di emozione, convivialità e di condivisione che vuole promuovere la giovane arte in modo innovativo, con un’azione di “Temporary Art”, inserendo per brevi periodi all’anno in più di 20 location progetti curatoriali (curatori che presentano artisti mediante progetti site specific) che rappresentino nuove espressioni e nuovi sviluppi nell’ambito delle arti visive.

Non solo arte giovane di qualità, ma anche arte accessibile ai nuovi talenti della contemporaneità, ai giovani collezionisti e al grande pubblico con una fitta agenda di mostre ed eventi ad ingresso libero, per un’intera settimana ad orario continuato. Leggi il seguito di questo post »

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Domenico Protino alla Mondadori di Milano

Posted by Mauro Daltin su novembre 12, 2008

GIOVEDÌ 20/11 ORE 18.00

MONDADORI MULTICENTER – C.SO VITTORIO EMANUELE II – MILANO

DOMENICO PROTINO INCONTRA IL PUBBLICO E PRESENTA ALCUNI BRANI DEL SUO ALBUM OMONIMO DISTRIBUITO DA WARNER

Domenico Protino si appassiona alla musica all’età di cinque anni per poi scoprire il suo amore per la chitarra, la musica cantautoriale italiana e il pop internazionale. A partire dal 2000 si esibisce con diverse cover band e partecipa, in qualità di cantautore, a concorsi canori nazionali che gli permettono di prendere confidenza con dei palcoscenici sempre più importanti. Leggi il seguito di questo post »

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DEPUIS LE DEBUT

Posted by paolo fichera su novembre 10, 2008

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DEPUIS LE DEBUT
Benjamin Bruneau, Gaia Fugazza, Scott Klinger, Fani Zguro
LA GENERALE EN MANUFACTURE
15 november – 23 november 2008 h 19.00
Opening on November 15th from 14h with a performance by Eric Lombard.
Exposition from November 16 to 23 opened on Saturdays and Sunday from 14h to 20h, and on appointment (+ 33 0 620961315).

“Depuis le Début” brings together the works of four artists, around the themes of narration, fiction and History. Black Friday (Scott Klinger), people camping on the parking lot of a grocery store, spray painted signs, show where to wait in line, how to advance. These photos documents an episode, recurrently happening at Midnight every Thanksgiving: Christmas’s’ shopping starts. It’s called Black Friday because it is the day that stores hopefully make it into the “black” profit wise. ‘Red’ is debt, ‘Black’ is profit. The pictures de-contextualise people’s moves and poses, making us questioning the origins of these images. Pax Americana (Scott Klinger), the black and white and the classic format of American documentary photography, are used to catch some mises en scenes orchestrate by the artist. Portraits of a paranoid America getting ready or repairing from a catastrophe. Evénement Ponctuelles, Paris 2008 (Gaia Fugazza), is a series of colours photographs taken during an international army faire. The investors and the soldiers presents are put in contrast with the military equipment. The images of this event have been built by its protagonists, occupied in creating, for this faire, a context to their products. U-Turn (Fani Zguro), the landscape of the countryside is the background for a boy with a cowboy’s hat. Ten years lather, during a new meeting, in a border village between Greece and Albania where the artists and the protagonist grow up together, an interview takes place. It uses the same dialogue lines of Olivers Stone’s film. In Paintings 1987-2007 (Fani Zguro), some English words cover the 1500 drawings that the artist made during his childhood and adolescence. Horse and Man (Gaia Fugazza) recreates, with a bit of humour, a primitive statuette of a men and a horse looking straight at each other’s. The acrylic painting keeps itself to the minimum readability of the horizon and the animal without even the colours. The painting of Benjamin Bruneau works with the glance’s limits. From a solid object to its abstraction, it plays with the materials, disposed so to form a barricade indefinitely extending in prospective.

LA GENERALE EN MANUFACTURE
6, Grande Rue – 92310 Sevres
Metro: Pont de Sevres
Tel: + 33 0 620961315
Web: http://www.depuisledebutlagenerale.blogspot.com/
Info: depuisledebutlagenerale@gmail.com
http://www.la-g.orghttp://www.lagenerale.org

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SHOZO SHIMAMOTO. SAMURAI, ACROBATA DELLO SGUARDO 1950-2008

Posted by paolo fichera su novembre 9, 2008

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Eltjon Valle MARINZ The National Gallery of Arts Tirana

Posted by paolo fichera su ottobre 31, 2008

Eltjon Valle
MARINZ
A cura di Francesco Poli e Rubens Shima
THE NATIONAL GALLERY OF ARTS TIRANA
07.11.08 – 07.12.08

Concentrare l’attenzione sull’espressività primaria dei materiali, non quelli tradizionali della pittura e della scultura ma quelli di fondamentale importanza della dimensione urbana e naturale, è senza dubbio uno dei contributi più rilevanti dell’arte processuale e ambientale degli anni ‘60/’70. Questa genere di esperienze caratterizzate da installazioni e interventi che coinvolgono anche direttamente la realtà esterna è stata ripresa in modo originale da parecchi artisti internazionali delle ultime generazioni, e sviluppata con una consapevolezza molto più avvertita delle implicazioni sociali, politiche e ecologiche a livello di impatto globale. Anche Eltjon Valle ha deciso di andare in questa direzione, impegnandosi in una complessa ricerca elaborata con diverse modalità operative (che vanno dall’installazione al video, dalla foto ai dipinti e disegni) su una materia prima di cruciale importanza, il petrolio. Fonte di energia alla base dello sviluppo economico di tutti i paesi del mondo, e purtroppo causa di gravissime tensioni e di guerre terribili, l’oro nero ha un valore strategico assoluto, e come tale rappresenta anche dal punto di visto simbolico un elemento carico di significati che impregnano l’immaginario collettivo. Mettere in gioco in un progetto artistico il petrolio, e tutto ciò che esso significa, è una sfida non di poco conto. Eltjon Valle lo ha fatto riuscendo a trasformare, con grande efficacia, una esplorazione sul campo (e proprio su una specifica area di campi petroliferi in Albania) in una operazione carica di autentiche energie estetiche, che partendo dalle problematiche di una circoscritta situazione reale, da vita a una articolata visione multipla, a diversi livelli. Leggi il seguito di questo post »

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POE.MI

Posted by paolo fichera su ottobre 20, 2008

POE.MI

poe.mi (Milano, 21 ottobre – 23 novembre 2008) è un festival espositivo-performativo che unisce scritture, media e arti visive e cerca di costruire alcune mappe nei territori correnti della produzione artistica e letteraria italiana. In questa prima edizione, dal titolo “Tiriamo le reti”, poe.mi intende fare il punto sul web, e soprattutto sui blog, come canale privilegiato di molta nuova poesia italiana, in alcuni casi in dialogo con realtà straniere o legate alle altre arti, e spesso con esiti ed esperienze qualitative confrontabili con le proposte dell’editoria cartacea tradizionale.

I blog, a pochi anni dalla loro diffusione, sembrano essere diventati sia un contesto vivacissimo di dibattito e contatto tra realtà poetiche, o più in generale letterarie, fino a poco tempo fa lontane e bisognose di una continua mediazione, sia il palinsesto per produzioni letterarie specifiche, che sfruttano le nuove dimensioni e le nuove modalità di fruizione che la rete offre.

poe.mi ha luogo in tre diverse sedi, ognuna dedicata ad un aspetto specifico del festival.

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Abbiamo ragione noi

Posted by paolo fichera su ottobre 20, 2008

Abbiamo ragione noi e gli altri hanno torto. Parlare di queste cose, sforzarsi di capirne la natura e, dopo averla capita, sforzarsi adagio, con umiltà e costanza, di esprimere, di spremere ancora dalla terra grezza o da ciò che essa produce, dai suoni, dalle forme e dai colori che sono le porte del carcere dell’anima nostra, un’immagine della Bellezza di cui abbiamo finito con il renderci conto… questa è arte
J. Joyce

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