PaginaZero

RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

PaginaZero-Blog

Posted by paolo fichera su febbraio 13, 2007

Il blog di PaginaZero vuole essere un luogo dove vengono creati forum di discussione e dibattiti con interventi degli autori degli articoli e delle interviste comparsi nei numeri della rivista cartacea. Una spazio dove si partecipa attivamente alle tematiche legate all’informazione, all’editoria, alle culture e letterature di frontiera. La rivista cartacea, giunta al suo 10° numero, proseguirà il suo percorso affiancata ora dal blog che sarà fabbrica di idee, di contatti e di creazione dei numeri successi. L’ambizione infatti è anche quella di mostrare in presa diretta come nasce un numero della rivista, le relative discussioni, la scelta di una tematica e i seguenti passi: come impostarla, come svilupparla, come presentarla. Dopo essersi occupata delle letterature e culture di frontiera, con particolare attenzione alle letterature dell’est-europa e di temi quali l’esilio, i luoghi-non luoghi, la migrazione delle e nelle culture, il carcere, i confini fisici e linguistici, la guerra, la rivista con il numero 10 ha deciso di occuparsi anche delle frontiere dell’informazione, cercando di aprire varchi, di fornire un luogo dove scrittori, intellettuali, giornalisti e poeti possano avere voce oltre la persecuzione della libertà di espressione e il manto di non conoscenza dell’informazione canonizzata.

Il numero 10 ha come tematica la libertà di pensiero e le persecuzioni di cui sono vittima scrittori e giornalisti nel mondo. Le parole di Predrag Matvejevic’; il ricordo di Anna Politkovskaja; i dialoghi di Angelo Floramo con Tomaz Salamun, il più grande poeta vivente dell’Europa Centro Orientale, e con il professore Umberto Cerroni; le voci delle scrittrici sudafricane incarcerate durante l’apartheid raccontate da Raphael D’Abdon; il luogo in cui la migrazione e l’esilio forzati creano la nascita del rapporto con un’altra lingua testimoniato da Melita Richter; il dialogo tra Moni Ovadia e Hans Kitmüller su temi come la libertà di espressione, l’informazione e i nuovi mezzi di comunicazione con attenzione ai casi di Orhan Pamuk e Peter Handke; il ricordo, che rivive nelle parole di Katia Paoletti, del poeta ungherese Miklós Radnóti rinchiuso, per la sua origine e le sue scelte di libertà, in un campo di concentramento dove scrisse fino all’ultimo le sue poesie: un simbolo di resistenza contro tutto ciò che vuole soffocare la libertà di espressione.

9 Risposte to “PaginaZero-Blog”

  1. VDM said

    In bocca al lupo. Non appena siete a regime, vi inserirei in PoDcast, se non vi spiace.

  2. cattedrale said

    Crepi. Grazie. Domani inseriamo il primo post “vero” e iniziamo. Ciao.
    Paolo Fichera

  3. Qumran said

    Salve, e complimenti per il coraggio oltre che in bocca al lupo per questa nuova… Forma di vita. Ricevo regolarmente la vostra newsletter, e forse in passato vi ho mandato qualcosa. Vi sto scrivendo più per intuito che per ragionamento, perchè forse… Vi aspettavo! Se non ho capito male, tratterete (tratteremo?) anche de “I limiti della comunicazione”, argomento che m’interessa moltissimo, quindi credo che ci “rivedremo” presto e spesso.
    Saluti
    L’Esseno.

  4. Trovo l’iniziativa lodevole. Farò ovviamente pubblicità all’URL del blog.

  5. fabry2007 said

    ottima iniziativa, Paolo, in bocca al lupo!
    fabry

  6. deid00 said

    Complimenti.. veramente una bella iniziativa..

    deid

  7. francesco said

    bene, bravi.
    lo dico con ammirazione sincera. in bocca al lupo.
    francesco

  8. Mi avete fatto la mia prima recensione negativa. da allora non posso più smettere di amarvi. Sono felice di seguirvi anche nella vostra nuova veste, ciò che spesso manca alla letteratura underground è… l’impegno. Voi bilanciate be. Un augurio sincero,
    Alessandro Cascio

  9. Grazie a tutti quanti, anche a quelli che ci hanno scritto via mail. Da domani cominciamo a lanciare qualche riflessione, partendo dall’editoriale del prossimo numero che apre una nuova strada per PaginaZero… Poi il tutto crescerà mano a mano e magari prenderà strade diverse, non pensate in origine. Staremo a vedere.
    Un saluto. Mauro Daltin

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