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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Nessun uomo è al sicuro

Posted by paolo fichera su febbraio 16, 2007

Cosa pensate della sensibilità non tanto dell’opinione pubblica italiana quanto dei suoi intellettuali di fronte alla negazione della libertà di espressione nel mondo?
Contando le decine di giornalisti uccisi ogni anno, ma soprattutto la persecuzione di scrittori in paesi come ad esempio la Cina, ma anche negli USA (con mezzi diversi, ma basti pensare a Chomsky), secondo voi in Italia c’è una consapevolezza reale del problema o tutto è ovattato dato che da noi il problema non sussiste?

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4 Risposte to “Nessun uomo è al sicuro”

  1. Fabi said

    In Italia c’è la consapevolezza del problema e il problema sussiste. I giornalisti sembrano animali feroci addomesticati. Niente domande scomode, tutto deve svolgersi nella moderazione. L’informazione è gestita da un “regime”… privando la persona della propria libertà d’espressione e di pensiero.

  2. cattedrale said

    Hai più fiducia di me riguardo alla consapevolezza del problema nel nostro Paese. Ti dico sinceramente che fino a un anno fa ero quasi totalmente all’oscuro dei dati sulla persecuzione nel mondo di scrittori e giornalisti. Conoscere i mezzi, le dinamiche, il perché certi scrittori sono perseguitati è stato un colpo. E allora mi sono chiesto il perché nei siti di letteratura, di poesia, soprattutto di giovani, questo tema non viene quasi mai trattato. Se la persecuzione delle letteratura non viene trattata nei siti di letteratura qualcosa forse non è chiaro a molti. Se il problema non si espone tra i siti di poesia, si lascia ad altri ambiti il compito e la letteratura rimane monca e non affronta una parte fondamentale di se stessa. Naturalmente parlo di internet perché qui ora ci troviamo in un blog.
    Paolo F.

  3. Angelo Benuzzi said

    Il problema nel nostro paese è dato da un’errata percezione dei diritti, dati per scontati e inestinguibili, e da un ruolo dell’informazione che si è molto allontanato dall’etica professionale. Ci sono media schierati a prescindere, testate dove per linea editoriale NON si trattano problematiche o argomenti che possano essere sgraditi alla proprietà o agli sponsor. Da cui discende una percezione diffusa di bassa affidabilità. Nell’Italia degli anni ’70 ci si indignava per Pecorelli nel presente si dimentica la Alpi o simettono a pagina 44 notizie come i report delle associazioni dei giornalisti. Se il contratto di categoria è scaduto da più di 700 giorni e se gli scioperi non smuovono nulla ci sono dei motivi, right?

  4. cattedrale said

    @ Angelo
    Non posso non concordare con le tue parole. La frase “il problema nel nostro paese è dato da un’errata percezione dei diritti, dati per scontati e inestinguibili” è vera. Soprattutto si dà per scontata la libertà, in tutte le sue forme. E tale errata percezione della libertà fa sì che il manto di libertà che ci avvolge (e che è una semi-libertà) ci dà l’illusione che le libertà-mirate-indirizzate che viviamo siano libertà libere.
    Paolo F.

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