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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Nuovi ponti oltre le nere barricate – miraggi di pensiero

Posted by Mauro Daltin su febbraio 27, 2007

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di Giacomo Scotti

Scegliendo negli anni giovanili di percorrere la via jugoslava, non mi sentii in esilio. Provai fortemente l’esilio dieci-dodici anni dopo allorquando, volendo rivedere la mia terra, mi fu negato il passaporto. E questo esilio imposto, per me atroce, questa separazione forzata dal paese della fanciullezza si protrasse fino al 1964, anno in cui potei accompagnare una delegazione di poeti jugoslavi nella terra di Dante, da Firenze a Pistoia.
Dopo aver respirato l’aria del mio paese, dopo decine di ritorni a una casa che sentivo sempre meno mia, a una terra che sentivo ormai troppo diversa dalle mie abitudini, dalla mia assuefazione-educazione a una vita sobria e severa, al dovere e al lavoro, finì per spegnersi in me la nostalgia.
Mi resi conto di non appartenere in pieno a compaesani con i quali non avevo condiviso gioie e dolori. Rimase forte in me l’amore per la patria grande e l’attaccamento alla sua lingua, alla sua cultura, ma mi sono riappropriato della mia libertà.
Una libertà che da decenni ormai mi vede combattere contro autoritarismi e impostori, che ha fatto di me un esiliato volontario ovunque io mi trovi e, al tempo stesso, un cittadino di due mondi, l’italiano e lo slavo, tenacemente deciso a non estranearmi da nessuna della lingue e delle culture di questi mondi solo apparentemente ed esternamente diversi.
In Croazia, se possibile, sono più italiano; in Italia, se così si può dire, sono più slavo che italiano. Se questo è esilio, io sono doppiamente esiliato, e per sempre. Ritrovo le mie patrie nella parola, e la mia unitarietà d’uomo nel plurilinguismo quotidiano, non solo familiare.
Da questo stato di cose, e da questo modo di vivere la vita (mi sembra quasi di viverla due volte), scaturiscono la poesia, la narrativa, la saggistica storica, la pubblicistica e gli altri miei prodotti letterari: diversi per chi mi legge in italiano, diversi per chi mi legge in croato.
Sto sulle terre di frontiera non soltanto geografiche, sto nella letteratura di confine anche con la diversità dei miraggi del pensiero.
E con il dispiacere, talvolta, di finire dimenticato al di là del confine, e quindi escluso – come altri scrittori dell’area istroquarnerina – dal panorama della letteratura di lingua italiana. Questo sì potrebbe produrre una sensazione di esilio.

Una Risposta to “Nuovi ponti oltre le nere barricate – miraggi di pensiero”

  1. Together with the whole thing that appears to be building within this specific area, a significant percentage of perspectives are generally somewhat radical. Nonetheless, I appologize, but I do not subscribe to your whole plan, all be it refreshing none the less. It seems to us that your commentary are actually not totally rationalized and in fact you are generally yourself not really thoroughly convinced of the argument. In any event I did appreciate examining it.

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