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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Intervista a Marcello Baraghini – Stampa Alternativa

Posted by Mauro Daltin su marzo 11, 2007

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a cura di Mauro Daltin – Intervista rilasciata nel 2004

Premessa all’intervista di Marcello Baraghini: chiamerò grande editoria quella che i più definiscono piccola e media, e grossa editoria quella che tutt’ora viene chiamata grande: la grandezza non sta nei fatturati, bensì nella qualità.

Oltre all’editoria ufficiale delle concentrazioni editoriali, come sta oggi l’altra editoria, quella definita piccola, ma che in realtà piccola non è?
L’altra editoria, ovvero la grande editoria, sta bene. Produce qualità, vende, è visibile.

Quanto incide realmente nella circolazione della cultura e della letteratura “la media e piccola editoria”?
Parecchio: è diffusa, apprezzata, amata

Fanzine, e book, riviste, siti internet: possono essere anche questi i canali alternativi?
Sì, come lo sono sempre stati.

Come si combatte l’editoria industrializzata? Quali sono le armi di Stampa Alternativa?
Qualità, provocazione, fantasia, organizzazione, ricerca, passione

A che punto è la battaglia “Libri puliti” e come si è sviluppata ultimamente?
Libri puliti dilaga. E’ una battaglia nazionale. Sta arrivando al cuore, ai Santuari. Fino ad ora avevamo posto il problema etico, diciamo così, della formidabile scorrettezza di tutti gli editori a pagamento, per l’ambiguità che accompagna le loro profferte. Poi abbiamo sconfitto sul campo, ovvero nei tribunali, i poveracci del Ventaglio e di Domina e adesso stiamo irrompendo nei Santuari di Libro Italiano e Firenze Libri. Invito chi mi legge a testimoniare e a seguire le vicende: ne vedranno delle belle.

Quali sono secondo lei le letterature sommerse e chi sono e che fine fanno gli scrittori sommersi?
Le grandi scritture come quella di Daniele Boccardi che sono sommerse in quanto fanno paura, anche ai grandi editori. La scrittura di Boccardi la conoscevano in parecchi perchè lui riuscì a farsi pubblicare alcuni racconti persino su Diario, che io non lessi ed altri editori invece sì. Eppure se non fosse stato per il padre che mi inviò i suoi racconti giovanili (scritti all’età di 16 anni) sarebbe rimasto nell’oblio. E così Victor Cavallo, a Roma, città da cui rifuggo come il diavolo, lo sapevano bene, per esmpio, i Castelvecchi o i Minimum Fax o i Feltrinelli, che lui esisteva come scrittore, ma preferivano il turismo culturale negli States o blindarsi nei loro salotti ovattati. Il risultato? Esaurite le prime edizioni. Nonostante il silenzio di tomba dei critici letterari salottieri e di regime, quegli stessi tanto generosi con taluni grandi editori (per esempio Paolo Mauri di Repubblica, tanto per non fare nomi).

Dopo 30 anni di attività editoriale, si sente di aver vinto o perso la battaglia che ha intrapreso per una cultura allargata?
Vinta.

La vostra distribuzione non segue sempre i canali ufficiali, ma riuscite a vendere milioni di libri. Qual è il segreto?
No. Voglio dire che il 70% del fatturato lo facciamo nel circuito ufficiale perchè, ritengo, è lì l’epicentro della battaglia. Le oasi (centri sociale e altro) rappresentano solo in piccola parte il popolo dei lettori che vorremmo raggiungere.

I prossimi appuntamenti di Stampa Alternativa e le prossime battaglie editoriali e non…
Quel “Nuovo manuale per la coltivazione” sarà seguito fra breve da “La mariuana fa bene, Fini fa male” e poi almeno una decina di titoli a supporto e testimonianza del nostro impegno resistente sulle droghe. Aggiungo i prossimi titoli e iniziative per gli scrittori analfabeti. Gli scrittori cioè che con le loro vite finalmente raccontate e con le loro lingue sono una delle risposte potenti alla nuova letteratura dopo i funerali della vecchia, quella del Novecento, celebrata da Baricco e il giovane chierico Ammaniti alla Fiera del libro di Torino.

Visitate il sito di Stampa Alternativa: http://www.stampalternativa.it

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