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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

La tentazione dell’antipolitica, di Carlo Dentali

Posted by paolo fichera su marzo 19, 2007

La tentazione dell’antipolitica
di Carlo Dentali

Servono nel sud dell’Afghanistan “baionette e scarponi sul campo di battaglia”, ecco quanto ripetono a gran voce gli alti ufficiali britannici agli alleati italiani, tedeschi e spagnoli, dell’Isaf (la fonte è il “Corriere della Sera” del 21 febbraio) e quanto ripete anche Blair, e resta da chiedersi come è possibile che una richiesta così chiara – e cioè soldati che vadano a combattere – non sia stata ragione di discussione nella recente crisi di governo. Infatti si è solo discusso in astratto sulla missione militare in quel lontano paese evitando accuratamente di evidenziare all’Italia intera persino il reale contenuto della “lettera aperta” al popolo italiano dei sei ambasciatori guidati dall’americano Ronald Spogli, non si è dibattuto nemmeno un attimo su una così precisa richiesta, e si è continuato tranquillamente a discorrere, con sospetta retorica, di una missione di soccorso alla popolazione civile di uno stato sovrano.

Non mi interessa in questa sede esaminare quanto la stessa occupazione di quel paese sia lecita o meno data la nostra costituzione, piuttosto mi sembra stupefacente che sia avvenuta senza divenire prima oggetto di riflessione politica,e non lo sia, almeno nei termini corretti, tuttora. Il caso dell’ampliamento della base americana di Vicenza mi sembra riproporre aspetti analoghi: invece di esplicitare la nostra prospettiva politica, invece di discutere sul senso nel 2007 dello status di extraterritorialità delle basi di un altro paese sul suolo italiano (ricordiamolo: quelle basi sono presenti perché circa mezzo secolo fa siamo stati sconfitti in una guerra cruenta, e, giustamente, siamo stati occupati dalle truppe dei vincitori) mentre stiamo, insieme ad altri stati, contribuendo a costruire la “grande Europa”, si pontifica. Infatti il tutto si è risolto nella sterile contrapposizione fra i “pacifisti senza se e senza ma” ed i fautori dell’alleanza senza se e senza ma con l’America, prede inconsapevoli entrambi i contendenti di quel “soft power” che tanto ampiamente ha modificato vita, costumi ed usanze del nostro paese negli ultimi decenni. Nella Storia tutto si ripete e ciò che un tempo era proprio di Roma o della Francia napoleonica, e cioè il fascino politico, l’attrattiva culturale, che un paese egemone esercita sui paesi nella propria sfera d’influenza, oggi appartiene agli Stati Uniti. Ma stupisce ugualmente che l’attuale classe politica eviti di dibattere su temi rilevanti certo di più dei Dico, come appunto la presenza di basi militari di un paese straniero sul suolo di un’Italia libera e democratica, ignorando tale realtà, e preferendo riproporre acriticamente ingenue dicotomie sociali. Cosicché ne risulta un sistema che riportando e reiterando in modo scorretto questioni rilevanti, o addirittura privando gli elettori delle informazioni correlate, attua una vera e propria distorsione dei fatti, e fa si che il giudizio degli elettori sulla politica estera del nostro stato risulti falsato a priori. Ma nemmeno la politica interna è esente da queste distorsioni:come tanti ho assistito al recente blocco del traffico che ha coinvolto, con qualche eccezione minima,tutto il Nord Italia, propagandato su molti media come serio tentativo della maggioranza al potere in Lombardia, di risolvere il problema dell’inquinamento della pianura padana. Ma nello stesso mese si poteva apprendere dai giornali che quella maggioranza aveva approvato la costruzione della Broni – Mortara, ennesima titanica autostrada, opera destinata ad attraversare il Parco del Ticino, uno dei “polmoni verdi d’Europa”, già ampiamente martoriato dall’ampliamento indiscriminato dell’aeroporto di Malpensa e delle opere correlate, e tutto ciò nell’attuale situazione mondiale di emergenza ecologica e climatica. Ci si chiede: ai cittadini lombardi è stato chiesto di pronunciarsi riguardo all’operato sull’ecosistema dell’attuale maggioranza? O invece a molti è stata divulgata una versione di comodo: ossia che con i, peraltro fastidiosi, saltuari blocchi della circolazione domenicale il problema dell’inquinamento nel Nord Italia sia totalmente risolvibile? Questa mia breve rassegna per comprovare come nella politica attuale si tenda a concentrare l’attenzione del popolo su certi temi, in molti casi di rilevanza minore, impedendo di fatto ai cittadini di pronunciarsi su questioni importanti, ed in ciò intravedo la tentazione dell’antipolitica e di quel peronismo edulcorato che rischia di sommergere noi tutti.

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