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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Jaroslav Mogutin, poeta gay russo

Posted by pasha39 su marzo 22, 2007

mogutin
(traduzione di paolo galvagni)

Vivo in un letto altrui
Dormo in un letto altrui
Strano che non mi caccino via
Strano che non mi becchino

Strano che mi sopportino qui
Strano che mi elogino qui
Strano con quale forza
Spesso mi scopino di notte

Strano che mi sfamino
Strano che mi paghino
Strano come mi comandino
In questo letto altrui

Dormo in una casa così strana
Vivo in un letto così strano
Spesso sto male
Non basto per molto tempo

Voglio dire che
Non basto per molti

***

Il numero dei miei amanti
si può contare sulle dita
dei miei amanti
degli amanti dei
dei amanti

tra di essi ci sono tanti inquieti
e defunti
camerieri tenenti e comandanti

eterogenei
senza considerare
i figli e i padri di
famiglie nobili

A volte ho anche pietà di loro
sono dei martiri
spesso stanno male
hanno dita lunghe

Di tanto in tanto sono triste
a osservare come sono gelosi
per iscritto e oralmente
l’uno all’altro l’uno all’altro
lunoallaltrolunoallaltro

Il loro numero è enorme
non si possono quasi contare
il loro numero supera i duecento
o i trecento (se si fa un conto approssimato)

Temo che comunque le dita non bastino
(Qualcuno di essi pare le sollevi)

***

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Mi fotografava quando dormivo
mi fotografava quando ero ubriaco
mi fotografava quando ero nudo
mi fotografava davanti
e dietro
mentre ridevo
sbadigliavo
pulivo il naso
mi soffiavo il naso
mangiavo e bevevo

Ma sai che cos’è
la vita nel mirino di una macchina fotografica?
quando ormai inizi a credere che ti
fotografino da dentro
dai bui meandri puzzolenti del tuo organismo
è la fine è la schizofrenia
è publicity

È un comandante perché da comandi:
SOLLEVA LA MAGLIETTA E MOSTRA IL TATUAGGIO
il movimento è studiato sino all’automatismo
presto mi trasformerò in evtušenko
oh dove sono i miei paltò rossi e le giacche
di coccodrillo?!
Ho i muscoli del volto contratti per i sorrisi logori
la pelle reagisce con dolore ai lampo delle foto
quasi come per una scottatura solare
bisogna risparmiare le forze per i gesti da protocollo
non si può sprecare il carisma invano

A un certo momento ormai maledici mentalmente
la tua “straordinarietà”
lui ti dice:

OH MOLTO BENE CON GLI OCCHI
ORA FALLO DI NUOVO
PIU’ LENTAMENTE E VERSO LA MACCHINA

Lui è preposto a sorvegliarti
fa il suo dovere
non puoi picchiarlo o mandarlo a fare in culo
perché sono queste le regole del gioco a cui
ti dedichi con tale fervore

ho fottuto in bocca tale publicity

agosto 97, toronto

2 Risposte to “Jaroslav Mogutin, poeta gay russo”

  1. Mi piace. Non riesco a capire il motivo, ma mi piace.🙂

  2. Aggiungo che ho trovato online una sua biografia, sempre a cura di Galvagni. Veramente un autore interessante. Ho inserito un post a proposito ispirato al vostro (che ho linkato) sul mio blog di poesia:
    http://www.bloggers.it/poesiacontemporanea

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