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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #1

Posted by paolo fichera su marzo 28, 2007

Con oggi inauguriamo una nuova sezione Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. che intende presentare le attività dell’équipe di Spaziopensiero Onlus, associazione milanense che esplora microcosmi geografici, sociali, culturali e relazionali per sviluppare spazi transizionali di conoscenza e competenza psicologica, individuare aree di disagio emergente, ideare e realizzare nuovi progetti di cura e prevenzione per bambini e genitori. www.spaziopensiero.eu. Ringraziamo per la disponibilità il dott. Stefano Fregonese, presidente di Spaziopensiero Onlus, psicoterapeuta e psicoanalista del bambino e della famiglia insegna Psicopatologia e Psicologia della Relazione Educativa all’Università di Piacenza; e tutti i membri dell’équipe che opera a Sarajevo: Gabriella Gilli, Alessandra Rampani, Claudia Maspero e Sara Castelnuovo.

Le parole per dirlo [prima parte]

di Sara Castelnuovo*

Forse è difficile dire quando si inizia a pensare ad un progetto. Se mi guardo indietro scopro che il cammino per arrivare e questi pensieri, ora ordinati e scritti, è stato lungo.

Per poter immaginare, ideare e scrivere questo progetto di umanizzazione dei servizi ospedalieri e di sensibilizzazione del personale della Clinica Pediatrica di Sarajevo il primo passo è stato quello di scoprire e incontrare la Bosnia.

Ogni membro dell’equipe operativa si è avvicinato in modo diverso. Io, la prima volta, ho incontrato la Bosnia nel ‘98, concluso da poco il conflitto dei Balcani. L’ho sentita raccontare nei campi profughi da chi l’aveva lasciata e sperava di tornare. Poi ci sono stata davvero. Appena passata la frontiera il nuovo si mescolava al “l’ho visto in foto…me l’hanno raccontato…”. E’ una scoperta che continua ancora oggi.

Una sera, al corso di bosniaco che nel frattempo ho iniziato a frequentare, incontro Vedran e Alja. La mamma di Vedran lavora come medico alla Clinica Pediatrica di Sarajevo. Creare un legame immaginario tra Sarajevo e il lavoro che da alcuni anni svolgiamo all’Ospedale “V. Buzzi” di Milano è cosa velocissima.

Claudia** si fida e si ritrova tra le mani il biglietto per un viaggio di 19 ore verso Sarajevo. Alessandra*** ascolta i nostri sogni e i nostri racconti e dice il suo “Ci sto!”. Stefano**** , che già conosce i Balcani, sostiene e rafforza i nostri primi passi e direziona i secondi. Raccoglie i primi fondi, necessari a far partire il progetto, da Banca Leonardo e da Fondazione Mangart. Gabriella si unisce più tardi portando con sé il rigore metodologico della ricercatrice e uno scompigliato entusiasmo.

L’incertezza di fronte al nuovo arriva puntuale, ma partiamo lo stesso. Claudia e io.

27 Luglio 2006
Ultimo giorno di lavoro prima della vacanze estive. Chiusa la porta della Stanza dei Giochi e Pensieri all’Ospedale Pediatrico Buzzi di Milano, eccoci pronte a partire la sera stessa per andare a conoscere quello di Sarajevo.
Nel mese precedente sono già stati presi contatti con la direttrice della Clinica Pediatrica che si è dimostrata interessata a un incontro di conoscenza.

In viaggio.
Un pullman della compagnia bosniaca “Kantic” che perennemente fa spola tra la Svizzera e la Bosnia ci carica a Coldrerio (CH). Anche il viaggio, in compagnia di giovani e vecchi che fanno ritorno alla loro patria, fa parte della scoperta.

Restiamo solo 5 giorni, ospiti di Jenny, una signora inglese a capo di un’organizzazione che si occupa di adozioni a distanza.
La sua casa è proprio sotto l’antenna della televisione. Forse qualcuno la ricorda. E’ stato uno dei primi obiettivi della guerra.

29 Luglio
Incontriamo Vedran e Alija. Vedran ha vissuto alcuni anni in Italia, quando era ancora bambino; parla bene l’italiano e ci aiuta a stringere i contatti; ci conferma che la direttrice della Clinica Pediatrica ci aspetta lunedì. In via confidenziale ci dice che in ospedale non si immaginano proprio in cosa possa consistere la nostra “proposta di collaborazione”.
La sera cerchiamo di focalizzare i concetti importanti della proposta che vogliamo esporre l’indomani. Siamo un po’ tese, come di fronte ad ogni cosa sconosciuta. Nel mio ancora scarno vocabolario bosniaco cerco di trovare le parole per dirlo.
[fine prima parte]

___________________

*Dr Sara Castelnuovo psicoterapeuta in trainig, Spaziopensiero Onlus
**Dr Claudia Maspero, psicoterapeuta in trainig, Spaziopensiero Onlus
***Dr Alessandra Rampani, psicoterapeuta in trainig, Spaziopensiero Onlus
****Dr Stefano Fregonese, psicoterapeuta, presidente Spaziopensiero Onlus

Una Risposta to “Spaziopensiero. Diario da Sarajevo. #1”

  1. […] Un risvolto interessante e non secondario si concretizzò nella realizzazione di una rubrica intitolata Diario da Sarajevo tutt’ora aperta sul blog di PaginaZero – Rivista di culture di frontiera: https://rivistapaginazero.wordpress.com/2007/03/28/spaziopensiero-diario-da-sarajevo/ […]

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