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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

La voce in bilico – Zëri pezull di Anila Resuli

Posted by vocativo su aprile 13, 2007

eppure rinasco sempre nello stesso
aspetto, una schiava dimessa che perdona.
se perdona, lo so bene, io, lo so. forse qui
si corregge l’occhio e andare diritti
o di traverso, un piede solo e una buca,
fermi pure si sta, a chiodo, in bilico: la nuca
accartocciata dalla luce sta all’ombra sulle travi,
e la mia lingua distingue le sillabe a vuoto.

e megjithatë rilind ghithëmonë në të njëtën
pamje, një skllavë e përulur që fal.
nëse fal, e di mirë, unë, e di. ndoshta këtu
korrigjohet syri dhe duke ikur drejt
ose shtrëmbër, një këmbë vetëm dhe një gropë,
palëvizur gjithashtu rrihet, si gozhdë, pezull: zverku
i mbledhur gyp nga drita rri në hije mbi trarë,
dhe gjuha ime dallon rrokjet bosh.

***

profonda la lingua scava il non detto
perché mi renda ridicola come uno sgabello
fuori moda in giardino: le piante mi urlano,
gli alberi pure. e non so se sentire o udire
qui, abbia lo stesso suono della tua voce.

m’eri poco o niente sulle dita, ma ora
un’interminabile confine dentro la mia testa
ti cerca sempre più dimora.

e thellë gjuha gërmon fjalën e pa thënë,
për të më përqeshur si një stol
të cilit i ka ikur moda në oborr: bimët më ulërijnë,
pemët gjithashtu. dhe nuk di nëse të dëgjosh ose të ndjesh
ketu, ka të njëjtin tingull të zërit tënd.

më ishe pak a hiç mbi gishta, por tani
një kufi i pafund përbrënda kokës time
të kërkon gjithëmonë më shumë ngurrim.

***

la sedia distacca il pensiero dal qui al dove
( là gli alberi hanno un altro suono; al tatto le foglie
migrano ad ovest ); e scruta già la palpebra
l’onda che nel cielo ci distanzia, ci sorveglia

e trapela il nostro guscio, un’ala intera
d’inquietudine. dove eravamo, forse,
si sapeva meno vivere.

karrigja shkëput mendimin prej këtu drejt ku
( atje pemët kanë tingull tjetër; në prekje gjethet
shtegtojnë drejt perëndimit ); dhe vështron tashmë qepalla
dallgën që në qiell na largon, na përgjon

dhe depërton guaska jonë, një krahë i tërë
shqetësimi. ku ishim, ndoshta,
dihej më pak si jetohet.

***

alzarsi, sedersi e snervare la mente del pegno
come in un ritorno dovuto – tal era il fato e tal
fossimo, saremmo diversamente uomini – qui,
un nodo in gola, uno spago tirato allo stomaco
stringe i buchi all’anima, circonda il fiato
e lo respinge – dimmi com’è quest’ombra oggi
e che volto ho io, più di ieri. un tratto appena
mi scorgo diversa e già non so più d’esistere.

të ngrihesh, të ulesh dhe të këputësh mëndjen prej pengut
si një kthim i duhur – ky ishte fati dhe kështu
të ishim, do të ishim ndryshe njerëz – ketu,
një nyje në grykë, një spango e tërhequr në stomak
i shtrëngon vrimat shpirtit, rrethon frymën
dhe s’e pranon – thuam si është kjo hije sot
dhe çfarë fytyre kam unë, më shumë se dje. një pjesë vetëm
vështroj ndryshe dhe tashmë nuk di më se jetoj.

***

allora contiamo i gradini sempre in alto a correre
– miste alle gambe, le radici superano la forma
di sempre, scatenano un brivido e lasciano;

una volta eravamo in pochi all’erba a raccontarci
manie. sempre più oggi, le tue tasche piene di limoni,
circondano i nostri polpacci smistati al sole.

pra vazhdojmë shkallët gjithëmonë lartë duke vrapuar
– të përziera me këmbët, rrënjët kalojnë formën
e përjetshme, nxitin një dredhje dhe lënë ;

një herë ishim pak veta mbi bar duke treguar
teka. gjithëmonë më shumë se sot, gjepat e tu të mbushur me limona
rrethonin pulpat tona të përndara në diell.

***

Anila Resuli nata in Albania nel 1981, trasferitasi in Italia nel ’97, scrive poesie fin dai tempi dell’infanzia. Il suo iter poetico l’ha portata alla partecipazione in antologie quali “Poesie più belle del web” di “Club autori” e un’antologia edita da Aletti Editore tramite effepunto.com. Sue poesie sono state pubblicate nella rivista trimestrale di poesia “Le Voci della Luna”, marzo 2007.
Attualmente vive in provincia di Milano, dove continua gli studi di Mediazione Linguistica e Culturale, dedicandosi a lingue orientali come il cinese e il giapponese.
In ambito poetico collabora con Roberto Ceccarini sul progetto lettura di Oboe Sommerso ( http://oboesommerso.splinder.com/ ) leggendo diversi testi poetici di autori contemporanei editi e non; con Antonio Diavoli per una possibile raccolta a quattro mani e altro in ambito di audio-poesia; con Stefano Guglielmin su Blanc de ta nuque ( http://golfedombre.blogspot.com/ ) con le traduzioni di poesia albanese contemporanea.
La maggior parte della sua poetica è raccolta nel sito personale http://www.anilaresuli.com/ e le sue traduzioni e riflessioni sulla poesia albanese si trovano sul blog http://paesedelleaquile.wordpress.com/ .

6 Risposte to “La voce in bilico – Zëri pezull di Anila Resuli”

  1. Grazie Luigi. Mi fa piacere le poesie ti siano piaciute tanto da inserirle qui.

    con un sorriso, un saluto
    Anila

  2. redmaltese said

    molte cose e oggetti in queste poesie, anila. cose o oggetti presenti, attivi nell’io lirico.
    compimenti.
    un saluto a te e al voc!

  3. grazie roberto. mi fa piacere la tua lettura.

    un bacio!

  4. vocativo said

    Un ringraziamento a te, Anila, per avermi gentilmente concesso la possibilità di pubblicarle.

    E grazie a Roberto del passaggio😉

    Purtroppo non conosco un acca di albanese. Mi sono dovuto contentare della versione italiana.

    Del resto, se ho ben capito, quella italiana è la prima versione, mentre l’albanese è in traduzione. Dico bene?

  5. Ciao Luigi.

    Torno ora da una giornata in montagna con un mal di testa indicibile.

    Sì, la prima versione, ovvero la “versione originale”, è quella in italiano. Però la traduzione fa fede in tutto e per tutto a quella in italiano. Tant’è vero che chi mi legge anche in albanese, non riesce mai a capire quale sia la prima versione e quale la traduzione.
    Facendo tanto esercizio prima o poi si impara🙂

  6. Socken said

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