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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

LIBRI LIBERI. PICCOLI EDITORI IN CATENE

Posted by Mauro Daltin su giugno 14, 2007

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di Mauro Daltin

Tempo di liberalizzazioni, vero o non vere, reali o presunte. E adesso tocca ai libri. Leggendo sul quotidiano “Messaggero Veneto” di ieri si viene a conoscenza che una norma è stata introdotta con un emendamento del forzista Benedetto Della Vedova contro il parere negativo del relatore e del governo. Si tratta della possibilità per le librerie di vendere i volumi con uno sconto superiore al 20% anche nell’immediatezza dell’uscita (nei primi 20 mesi dalla pubblicazione, ndr). Il governo aveva chiesto il ritiro dell’emendamento perché la questione sarà oggetto di un provvedimento sul settore. “Sono state battute – sostiene Della Vedova – le ragioni di chi, demagogicamente, sosteneva che questa misura avrebbe danneggiato le piccole librerie. Nel caso del mercato dei libri è particolarmente insensato. Le piccole librerie, infatti, stanno già scomparendo nonostante il commissariamento delle politiche dei prezzi”. L’emendamento è stato approvato con 235 sì, 218 no e 21 astenuti.

In sostanza, un colpo al cuore al mondo del libro e all’editoria indipendente. Oltre alla morte legalizzata di tutte le piccole librerie indipendenti, cioè non legate a marchi o a catene, che non potrebbero assolutamente far fronte a una concorrenza sleale fatta di sconti selvaggi da parte delle librerie (ma anche supermercati, ipermercati, uffici postali eccetera) legate alla grande distribuzione, il rischio è fortissimo di conseguenza anche per le piccole e medie case editrici. Queste ultime trovano molte difficoltà a entrare nei circuiti delle grandi catene e della grande distribuzione che accettano solo volumi pubblicati dai 4-5 gruppi maggiori in Italia alimentando un circolo vizioso già problematico adesso.
Sparendo, o entrando in grave difficoltà le piccole e medie librerie, ovviamente non ci sarebbe più nemmeno il minimo spazio di visibilità delle piccole realtà editoriali.
Oppure la soluzione ultima è quella di alzare il prezzo di copertina, andando contro il consumatore e uscendo sostanzialmente dal mercato.
Un grande rischio, insomma, che può decretare l’agonia di tutto il mondo editoriale e del libro indipendente. «Un colpo di mano» ha commentato l’Ali, associazione dei librai.

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7 Risposte to “LIBRI LIBERI. PICCOLI EDITORI IN CATENE”

  1. E’ già da qualche anno che la piccola imprenditoria, che è poi quella che ha sostenuto l’economia del nostro Paese, viene fagocitata giorno dopo giorno dai grandi gruppi industriali e se questo dipendesse esclusivamente da una legge non scritta del mercato potrebbe anche essere accettabile o quanto meno giustificabile. E’ inaccettabile invece il fatto che siano proprio i politici ad agevolare questo azzeramento delle nostre risorse.

    La vecchia latteria all’angolo sotto casa ha chiuso i battenti da un pezzo e così pure il negozietto di alimentari dove c’era quella signora tanto gentile, presto sarà la volta dell’edicola in piazza e domani (voglio buttarla lì) chiuderà anche la nostra piccola chiesetta, ché un bell’altare al centro dell’Ipermercato in costruzione, tra un’immagine di Santa Rita e un bel prosciutto nostrano (anch’esso santo), non ci starebbe poi tanto male (sigh!).

    Per ritornare al tema trattato posso soltanto aggiungere che se fino ad oggi, un giovane autore esordiente poteva farsi imprenditore di sé stesso pubblicando in proprio e contando sulla distribuzione delle piccole librerie per autofinanziarsi una nuova pubblicazione nella speranza di trovare una via per ‘sfondare’, da domani questo non sarà più possibile e resterà soltanto il web con i blog (almeno fino a che non ci metteranno mano e già ci stanno pensando) a consentire un briciolo di visibilità.

    Più che un colpo di mano mi sembra proprio una rapina a mano armata (e senza pistole giocattolo), ma in fondo poi ‘che c’è frega’! Abbiamo già in valigia il nostro bel costumino da bagno, le creme solari e gli occhiali all’ultima moda. Tra qualche giorno si parte! Il tempo di passare in edicola a comprare un paio di libri …

    Già, ma quale edicola … e quali libri …

    Un saluto.

    Enrico

  2. cattedrale said

    Invitiamo a visitare il sito http://www.librinuovi.info dove si stanno raccogliendo adesioni in sostegno alla legge Ripamonti sul prezzo fisso del libro e dove si stanno raccogliendo interventi contro l’emendamento approvato alla Camera.
    Nel caso di condivisione all’iniziativa è possibile sottoscrivere inviando un’e-mail a librai.indipendenti_to@fastwebnet.it o a redazione@librinuovi.info

  3. […] argomento: un articolo di Marco Bascetta uscito nel manifesto e ripreso da Nazione indiana; un articolo di Mauro Daltin in […]

  4. gilberto said

    e poi si dice che i politici non lavorano… amara ironia.
    il liberismo non è la libertà, anzi… si diventa più poveri e si restringono gli orizzonti. povertà in ogni senso.
    nei paesi civili, vedi francia, lo sconto delle librerie è il 5% che tutti possono sostenere, facendo un parallelo tra fnac francese e italiana, la differenza di editori venduti in negozio è imbarazzante, là c’è un pluralismo culturale vero. solo un esempio. basterebbe poco perché ogni editore possa trovare il proprio pubblico, ma se questo non è concesso in italia qualche motivo ci deve essere. finiremo come ora succede, tutti a milano leggono in metropolitana lo stesso giornale con 3 righe di notizie, a leggere tutti lo stesso libro… con lo stesso sguardo spento e televisivo? come resistere?

  5. la domanda finale è, gilberto, la più importante. A me sembra che alla fin dei conti ci sia una sostanziale indifferenza che serpeggia fra librai ed editori. Come una sorta di “ma tanto funziona così”. Se si toccano i benzinai o i taxisti subito queste categorie scendono in piazza. Se si sfiorano gli editori o i librai, senti qualcuno che protesta? Che alza la voce? Forse sono un po’ tutti impegnati e concentrati a curare il proprio orticello senza avere una visione più ampia delle problematiche…

  6. gilberto said

    certo, conta la rilevanza sociale, direi. sembra che le categorie che citi siano più importanti, o più lobby ahimé. e se editori e librai non si sentono di lottare e di uscire dai bassi orizzonti forse è un segnale chiaro.
    legge solo il 40% in italia e cosa legge?
    non so se la passione ci basterà ancora.

  7. simone said

    il problema è che l’editoria, anche quella piccola e “alternativa”, ripercorre a suo modo le stesse logore logiche di chi prima o poi la fagociterà… intanto chi scrive trova altre strade, come sempre chi scrive sperimenta sulla propria pelle… noi ci stiamo provando in 25, grazie alle potenzialità della rete… su http://www.myspace.com/scrittorisommersi potete dare un’occhiata a ciò che stiamo facendo.

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