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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Valerij Brjusov (1873-1924), il simbolista russo, cantore dell’amore

Posted by pasha39 su luglio 2, 2007

a cura di paolo galvagni

L’appuntamento

In una di quelle case, create dal libertinaggio,
Dove a tutti è offerto un letto mercenario,

Nel talamo delle carezze comuni, sgualcito or ora,
Anche noi trovammo rifugio – per celare il nostro amore.

Era una luminosa giornata estiva, ma le tendine tirate
Ci isolavano da un raggio nitido;
Nell’oscurità artificiale coglievo solo gli sguardi
E le ombre vaghe della pettinatura e d’una spalla.

Avevamo tutta la vita nelle mani; sentivo tutti i battiti,
Tutto il tepore del petto, tutte le linee del fianco;
Ti sdraiasti accanto a me, ormai illanguidita,
E per un attimo fosti – come una tenera sorella.

Ma da lontano, turbinando, volava la tempesta della passione…
Come mutarono d’improvviso i tuoi occhi in basso!
E il letto divenne una barca. In preda a onde impetuose,
Essa sfrecciò, e un vortice strappò tutte le vele!

M’apparve in sogno: s’era avverato il destino della terra.
Non c’era l’umanità! La barca era sballottata dal caos!
E io, incontrando la morte, cercavo in fretta una parola,
Per esprimere il fremito degli ultimi sogni nel mondo.

Ma in luogo delle parole c’era il delirio, e, pungendo implacabile,
Il tuo sguardo mi fissava e mi estenuava dal profondo.
Sentivo la tua voce: “Ti amo! Sono tua! Mio Valja!”
La barca volava più veloce… e la cascata precipitò.

Rinvenimmo sulla riva, coperti da schizzi di schiuma.
Lentamente, come da forme d’un’altra esistenza,
Giungeva un rumore esterno e risaltavano le pareti,
L’“io” si fondeva lentamente con la realtà.

Quando timida, col viso avvolto nel grosso scialle,
Uscisti dal portone sulla strada, dietro di me,
La giornata era ancora luminosa, le carrozze tintinnavano,
E la gente passava accanto – davanti, davanti…

1 giugno 1901

I primi incontri

Come amavo, come amo quella timidezza dei primi incontri,
Quella fugacità del bacio e la parlata frammentaria!

Come amo, come amavo quelle care parole, –
Non ne ho dimenticato la melodia, il loro animo è vivo in me.

Alle tenere confessioni, alle richieste soavi non sono più avvezzo,
Ora mi è caro l’urlo dei desideri, la lingua veemente della passione,
 
Tutte le parole, che tormentano le labbra infiammate,
Nell’ora in cui il buio e la nudità insegnano la spudoratezza!

Dagli entusiasmi e dallo sconforto accorro alla tua voce,
Come un esule che all’estero abbia sentito il richiamo patrio.

Qui in giardino, dove respirano le ombre, qui, dove c’è luce nell’oscurità,
Con l’incedere veloce degli attimi il passato è ritornato.

Vedo le labbra nella rete lieve di ombre evanescenti.
Siamo bambini! Siamo tutti bambini, farfalle attorno ai fuochi!

Hai coperto, hai celato nel buio lo sguardo confuso…
È stato! Il giardino serale ci ha reso quanto è stato!

Sogniamo soltanto la passione, ma l’anima si desterà ancora,
Avvamperanno di luce eterna – solo l’infatuazione! Solo l’amore!

6 Risposte to “Valerij Brjusov (1873-1924), il simbolista russo, cantore dell’amore”

  1. Antonella said

    come mai in un sito interessante come questo nessuno commenta? forse i commenti sono inibiti? in altri blog articoli pochissimo interessanti fanno un sacco di commenti, lo so che i commenti non servono a nulla però indicano interesse al postato. misteri del web! faccio una prova. antonella

  2. Antonella said

    ok. si può commentare, tornerò allora. antonella

  3. ciao antonella,

    la questione dei commenti è strana, si commenta solo alcuni pezzi, magari quelli più polemici o quelli che lanciano delle discussioni soprattutto sull’editoria. Ma non c’entra con l’interesse per il blog, quello è dato dalla lettura, dallo scaricare i pezzi ecc. E poi non ci facciamo impaurire dalla mancanza di commenti, è relativo. Ma comunque qualsiasi intervento è ben voluto… grazie

  4. mario said

    E per un attimo fosti – come una tenera sorella.

    ecco, questo verso mi ha indebolito, esaurito le forze.
    A me piace commentare, ma a volte sembra che sporco.
    ciao e grazie
    mario

  5. ciao mario,
    sono d’accordo, verso bellissimo. Paolo Galvagni sta facendo un lavoro di ricerca e di traduzione della poesia di zone a noi poco conosciute di grande importanza. E noi lo ringraziamo sempre perché scopriamo di volta in volta poeti e poesie che altrimenti rimarrebbero confinati e fuori dalle nostre letture.
    grazie a te,
    mauro

  6. antonella said

    secondo me ha ragione mario se si va in un blog e non ci sono commenti si ha timore di sporcare🙂 io timore di dire banalità come questa che ora dirò: la prima non mi è piaciuta molto a causa dei deliri e dei fremiti, bello però il verso che ha citato mario. preferisco la seconda. antonella

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