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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Evhenija Leščuk

Posted by pasha39 su dicembre 19, 2007

Dottoressa e psichiatra (ormai in pensione), Evhenija Leščuk vive a L’viv (Leopoli),
Ucraina occidentale. È autrice di poesie e canzoni. Ha al suo attivo quattro volumi
di poesie, due film per la televisione.


I testi che qui si presentano rievocano un fatto storico. Negli anni della Seconda Guerra
Mondiale un gruppo di soldati italiani fu sterminato dai Nazisti a L’viv.

Santa Maria

Si levarono contro la tirannia,
Così affascinanti e giovani,
Reggendo nelle mani violini e chitarre,
Nel cuore avevano l’Italia, Santa Maria.
Furono portati in treno nella selva,
Colpiti i loro canti, i sogni giovanili,
Essi sussurrarono le ultime parole:
“Cara Italia…”, “Santa Maria…”
Vieni, Italia, a inchinarti davanti
Ai tuoi figli, caduti per la “tempesta”
Nella selva tragica di Lycynici,
Tramutati in obelisco –
Santa Maria.

***

Il violino di Paganini piange

Guardo il bersaglio crudele, sanguinoso,
Che le tenebre velano da mezzo secolo,
Si erge mesta la Cittadella (*) impensierita,
Il muro di pietra –
  sospira.
Li cercarono i loro cari, senza trovarli,
Gli occhi lacrimosi scrutarono.
Nella selva di Lysynci – son cresciute le betulle
E ogni notte sussurrano misteriosamente…
Siamo estranei, siamo lontani – il cuore soffre
Poiché in nessun luogo non v’è neanche un segno.
… Sentite, sentite –
  non è il sibilo del vento, –
È il violino di Paganini che piange.

*) Castello nel centro di L’viv, che fu occupato dai Nazisti.

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