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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Lulu e l’Editoria tradizionale #2

Posted by paolo fichera su gennaio 14, 2008

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Intervista a Bob Young (fondatore di Lulu), a cura di C. Mussinelli e F. Davite, tratta dal numero di dicembre 2007 del “Giornale della Libreria”

Secondo lei quali sono i rapporti tra Lulu e gli editori tradizionali?

La cosa interessante del nostro tipo di attività è che pur avendo un grande successo come azienda che pubblica libri, non penso che riusciremo mai a cambiare le regole del mercato editoriale; anche qualora quel successo si rivelasse strepitoso. Abbiamo un grandissimo rispetto dell’editore tradizionale, perché siamo perfettamente consapevoli che ciò che egli fa è essenziale e continuerà ad avere la stessa importanza. Inoltre, anche dal punto di vista del mercato, noi non svolgiamo la funzione dell’editore tradizionale, semplicemente facciamo cose diverse. Noi rendiamo possibile che una moltitudine di libri accedano al mercato, ma si tratta di quei libri che gli editori non sono interessati a pubblicare vuoi perché non venderebbero abbastanza. Inoltre, un editore, di libri tecnici o di super best seller, si occupa di mille altre attività che sono decisive per il successo del libro, dal lavoro di editing del testo; a tutte le decisioni che riguardano il packaging; lo stesso editore dovrà decidere se sarà un libro di piccolo formato oppure grande, in brossura o cartonato; dovrà gestire i diritti dell’opera, introdurre il prodotto correttamente nel mercato, individuare i canali di vendita cui deve essere destinato e il lettore potenziale o le fasce di lettori sulle quali calibrare le iniziative promozionali; capire se ha senso proporne versioni in traduzione, oppure se sarà un prodotto dedicato solamente al pubblico specifico o locale, e altro ancora. Tutte operazioni che non rientrano nell’attività di Lulu. L’editore inoltre deve avere adeguate garanzie che il libro diventi per lui un investimento redditizio. Tutti quei libri, invece, che come tanti altri non saranno scelti da un editore per essere pubblicati sul mercato, non perché sia necessariamente un libro cattivo ma perché il mercato è troppo ristretto, che hanno una distribuzione molto limitata, o che per la loro natura non hanno un mercato come ad esempio i manuali tecnici delle aziende che devono essere distribuiti solo ai dipendenti, quel libro è esattamente il libro giusto per Lulu.

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