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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Appello a tutti i redattori editoriali precari

Posted by paolo fichera su gennaio 23, 2008

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(riceviamo questo appello che tratta di un tema non conosciuto e assente da ogni tipo di dibattito: quello del precariato e dello sfruttamento perpetuato nel mondo editoriale verso la categoria dei redattori)

Appello a tutti i redattori editoriali precari

Precarietà e sfruttamento. Una condizione che oggi gran parte dei redattori editoriali conosce bene perché la vive sulla propria pelle.
La nostra categoria, oltre a subire le conseguenze di una serie di provvedimenti istituzionali a dir poco dissennati, è praticamente invisibile: sembra che nessuno sappia che esistiamo, nessuno si preoccupa della nostra situazione. Anche noi, colpevolmente, ci siamo ridotti al silenzio, chinando sempre di più la schiena per pochi spiccioli e abbracciando le logiche concorrenziali alla base del modello economico oggi trionfante.
Chi scrive ritiene fermamente che sia giunto il momento di dire BASTA: basta alla precarietà permanente, basta alla denigrazione della nostra professionalità, basta alla negoziazione individuale di contratti a cottimo che ci imprigionano alle scrivanie (domestiche o, peggio, aziendali) e che ci consentono a stento di sbarcare il lunario, basta alle gare al ribasso combattute contro i nostri colleghi. Basta, soprattutto, al nostro remissivo silenzio.

Oggi più che mai riteniamo sia giunto il momento di prendere per mano le nostre vite, il nostro comune destino, percorrendo la strada dell’AUTORGANIZZAZIONE. Abbiamo in mente una rete, la nostra rete, che serva a valorizzarci, difenderci, sostenerci. Una rete fatta di esperienze e proposte, che miri a rivendicare condizioni di lavoro più giuste, a rappresentarci di fronte a coloro che finora hanno ritenuto di poterci semplicemente spremere.
È un progetto ambizioso, ne siamo consci, ma dalla nostra parte abbiamo il tempo. I cambiamenti radicali hanno bisogno di tempi lunghi e di tanta pazienza. Una cosa, però, è imprescindibile: la PARTECIPAZIONE. Mai come in questi casi sono i numeri a fare la forza. Perciò, prima di rilanciare, vi interpelliamo per contarci. Sì, per C-O-N-T-A-R-C-I. Vogliamo sapere quanti/e di noi sarebbero disposti/e a dedicare un po’ del loro tempo e delle loro residue energie a questo progetto, perché la rete è fatta di nodi, e quanti più sono i nodi, tanto più le maglie sono strette. Vi chiediamo, quindi, di DIFFONDERE il più possibile questo appello e di MANIFESTARE LA VOLONTÀ DI IMPEGNARVI per dire basta a questa situazione spedendo una mail, anche vuota, a rerepre@gmail.com (REte dei REdattori PREcari).
Vi faremo sapere se saremo abbastanza per iniziare. E poi? La rete è per sua natura orizzontale e si costruisce con il contributo di tutti/e: attiveremo quindi una mailing list dove far circolare idee e testimonianze e dove accordarci per organizzare un’assemblea costitutiva… Il resto lo scriveremo insieme.

Vi aspettiamo!
Alcuni redattori specializzati e precarizzati del Nord, Centro e Sud Italia

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