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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Serata serba

Posted by Mauro Daltin su febbraio 7, 2008

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ricevo da Angelo Floramo e pubblico volentieri.

L’incontro si terrà venerdì 8 febbraio, ore 20.15, Aula Magna dell’I.T.C.G. “G. Marchetti” di Gemona del Friuli, via praviolai 8.

La missione prevalente della Scuola è formare i cittadini responsabili di domani. Cittadini di un’Europa che sappia riconoscersi nei suoi popoli, nella diversità delle sue culture, nella bellezza del dialogo e dell’incontro, che sono sempre forieri di pace e di promozione culturale. Da diversi anni ormai il gruppo d studio LINKEST dell’I.T.C.G. “Giuseppe Marchetti” di Gemona intreccia scambi con i mondi plurali dell’Altra Europa, quella meno conosciuta eppure così presente e importante per la nostra comune identità. Quella che per anni è rimasta blindata dietro alte muraglie dettate dallo scontro delle ideologie e che oggi continua ad essere confinata oltre il muro più subdolo dell’egoismo, dell’ignoranza e del sospetto: i mali della società opulenta che teme la povertà e la diversità per paura di perdere i suoi privilegi. Questa volta la novità consiste nel fatto che saranno proprio gli studenti che da quei mondi provengono e che frequentano l’Istituto a diventare “ambasciatori” speciali dei loro paesi d’origine.
A ciascuno di loro, a turno, spetterà il compito di disseminare la scuola di “segni” che raccontano qualcosa della loro vita e della terra dalla quale sono venuti, chi da poco, chi ormai da molti anni. Compito davvero non facile in una comunità di individui che sembrano sempre più distratti e votati all’indifferenza nei confronti degli “altri”, intimoriti dall’incontro che leggono sempre più come una minaccia piuttosto che una risorsa da coltivare con passione ed entusiasmo. Alla fine di ogni periodo dedicato a un paese diverso gli studenti cureranno una serata monografica aperta a tutta la cittadinanza, con un’ospite d’onore, madrina o padrino d’eccellenza, chiamato a contribuire con una sua testimonianza. Sarà il regalo di una storia da raccontare che in qualche modo, attraversando le strade del mondo, è diventata esperienza di vita. Questa sera toccherà alla Serbia, che proprio nelle ultime ore sta catalizzando di nuovo l’attenzione dell’Europa per essere ancora una volta punto nevralgico – suo malgrado – di tensioni politiche e culturali destinate ad assumere una dimensione inevitabilmente globale. Jelena, giovane studentessa di classe terza, aprirà le danze. Parlerà dei colori, della lingua, della storia del suo popolo. La accompagnerà nella serata Gilberto Vlaic’, professore di chimica generale all’Università di Trieste. Nel 1999, sulla scia dei bombardamenti NATO contro la Serbia, ha fondato l’associazione “Non Bombe ma solo caramelle”, di cui è anche il presidente: un gruppo di appassionati volontari che in tutti questi anni ha rappresentato una preziosa risorsa per le famiglie degli operai della Zastava di Kragujevac’ rimasti senza lavoro, grazie a una catena di intelligente solidarietà. Nel corso della serata verrà proiettato il film documentario “Serbia 1999. I giorni della vergogna”. Una narrazione violenta e terribile di ciò che la guerra è capace di fare, colpendo specialmente vittime innocenti, o “effetti collaterali”, come vengono definite nel lessico raggelante di politici e generali. A Jelena, nei prossimi mesi, seguiranno le relazioni di Gerta e Gjulieta per il Kosovo, di Benis per la Bosnia, di Jakub per la Polonia, di Roxana Gabriela per la Moldovia, di Ana per la Croazia ed Esmeralda per l’Albania. E’ certo che tutto ciò non solo aiuterà a conoscerci meglio, ma sarà un passo in avanti – per quanto piccolo – per la costruzione di un nuovo modo di concepire l’Europa al di là dei conflitti sanguinari che l’hanno caratterizzata fino a ieri: una terra di libertà in cui valorizzare le differenze per promuovere la pace. A cominciare dai banchi di scuola.

La situazione generale della Serbia, benché indubbiamente migliorata rispetto al punto di massima crisi vissuto nel periodo immediatamente successivo ai bombardamenti del 1999, rimane tuttora grave, continuando ad essere caratterizzata da forte disoccupazione (31,6%), basso reddito pro-capite , povertà diffusa (30% della popolazione al di sotto della soglia di povertà), alta inflazione (15%). I salari, per quanto in crescita, rimangono tuttora bassissimi (a ottobre 2007 il livello medio era di poco superiore ai 28.700 dinari, pari a 360 euro mensili) in presenza di prezzi appena inferiori a quelli dei paesi europei occidentali. Costante è la perdita di potere d’acquisto delle pensioni, il cui livello è sceso in 5 anni dal 73% al 44% del salario medio. Il peso di tutto ciò ricade principalmente sulle categorie deboli e più svantaggiate, primi tra tutti i bambini. La situazione politica si mantiene ancora profondamente incerta, specialmente in questi giorni in cui l’urgenza dell’attualità pone ancora la Serbia al centro dell’attenzione internazionale. Paese di grande bellezza e di antica civiltà, è una delle regioni che contribuiscono a rendere prezioso e irripetibile il patrimonio culturale delle genti d’Europa.

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