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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Ma perché, perché i fiori ci sembrano meravigliosi?

Posted by paolo fichera su febbraio 14, 2008

Ma perché, di tutti gli ultimi dipinti di Braque, è il vaso ocra ad essermi rimasto più vivamente impresso nella memoria? Forse perché rivolgendosi, dando tanto peso a una sola parte della superficie del più semplice e, in un certo modo, del più insignificante degli oggetti, egli valorizza al tempo stesso tutto ciò che non dipinge, dà valore alle cose più smorte e nulle e esalta tutto quanto le supera fino a colui che le guarda… Braque che cerca di salvare questi fiori perituri, Braque come disarmato di fronte a queste cose che egli interroga, che cerca di bloccare su una tela per un po’ più di tempo, il più a lungo possibile, una particella di tutte queste cose e di se stessi e degli altri… Che cerca di salvare qualcosa dell’immenso nero spalancato che le avvolge, che le intacca da ogni parte, ma no! Non sono i fiori, siamo noi e i dipinti ad essere i più fragili. I fiori, loro, continuano impassibilmente a spuntare e il loro nero non è il nostro… Vado alla finestra, guardo fuori nella notte, la montagna nera, il cielo che brilla di tante stelle e il rumore dell’acqua. Ah sì, gli uomini continuano così come i fiori, mai completamente uguali, ma loro, gli uomini, fanno della pittura e questo cambia tutto… Ma perché, perché i fiori ci sembrano meravigliosi? (Alberto Giacometti)

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