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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Serbia Hardcore

Posted by paolo fichera su ottobre 29, 2008

Autore: Dušan Veličković
Titolo: Serbia Hardcore
Editore: Zandonai
Traduzione: Sergej Roić
Con una nota di: Nicole Janigro
Collana: i piccoli fuochi
Anno: 2008
Pg.:184
Isbn: 978-88-95538-17-4
Prezzo: €16.00

Dušan Veličković ha iniziato a scrivere queste pagine durante i bombardamenti Nato su Belgrado, pensando che un giorno sarebbero tornati utili per una rielaborazione più unitaria. Annota le voci e i racconti che ascolta e che vive per strada, tratteggia gli aneddoti, gli umori, le letture e i cambiamenti di abitudini imposti dai bombardamenti. Passate le bombe – ma come viene più volte ricordato, citando Faulkner, il passato non è mai passato – sono proprio la potenza e la concisione racchiusi in quei brevissimi schizzi a dare vita ad una sorprendente ipotesi di romanzo: un racconto in frantumi che ribalta la fragilità di una scrittura in pericolo in un punto di vista lucido ed essenziale e soprattutto vaccinato da una disiullusa ironia. L’edizione italiana si presenta arricchita rispetto all’originale, pubblicato a Belgrado nel 1999, e permette ai lettori italiani di ripercorrere gli ultimi nove anni della repubblica di Serbia fino al recente arresto di Radovan Karadžić.

Dusan Veličković, nato nel 1947 a Sabac, è uno dei più noti e stimati giornalisti serbi. È anche scrittore, film maker ed editore. Figura emblematica di intellettuale liberal, voce brillante e coraggiosa dell’intelligenzia democratica belgradese e vera e propria coscienza critica del proprio Paese, dal 1993 al 1997 è stato direttore del più importante settimanale di Belgrado, “NIN”.
Veličković ha vissuto una singolare “odissea” al tempo di Milošević, cominciata nei primi anni novanta, quando, assieme al figlio diciannovenne, venne reclutato “a scopo punitivo” dall’esercito jugoslavo con l’intento di inviarlo al fronte. Rifiutando l’arruolamento coatto, Veličković fu costretto ad abbandonare il Paese rifugiandosi a Vienna e in seguito a Parigi e Londra. Nel 1993 fece ritorno a Belgrado e venne designato, contrariamente alle abituali nomine politiche (a quei tempi la testata era proprietà dello Stato), direttore di “NIN”, dopo una serie di ballottaggi segreti fra i giornalisti della rivista. Il settimanale, un magazine di ispirazione liberale e indipendente già dai tempi della Jugoslavia di Tito, nonostante le forti pressioni censorie degli apparati di potere, divenne sin dal 1994 il punto di riferimento della stampa indipendente, la rivista più prestigiosa e letta in Jugoslavia, schierata apertamente contro la dittatura di Milošević e la guerra. Per la sua linea editoriale e per le sue prese di posizione ufficiali Veličković fu oggetto di ripetute minacce e rischiò persino la vita: la polizia segreta lo seguì proprio il giorno in cui venne ucciso il suo collega e amico Slavko Ćuruvija, direttore di “Dnevni telegraf”, l’11 aprile 1999. Veličković viene rimosso dall’incarico di direttore a causa della sua ferma opposizione al regime di Slobodan Milošević. Al suo forzato avvicendamento i redattori risposero con uno sciopero durato un mese e mezzo. Nel 1998 Veličković ha fondato la rivista letteraria “Biblioteka Alexandria”, che l’anno successivo è diventata anche una casa editrice indipendente.
Negli ultimi tempi ha diretto la rivista “Europa”. Fra i suoi tantissimi libri ricordiamo: Slike sumnje [Immagini del dubbio, 1993], un’intervista a diversi intellettuali e scrittori europei e americani; Amor mundi (1999, tradotto in inglese e in spagnolo) sui bombardamenti NATO su Belgrado e sulla fine di Milošević; il romanzo Internacionala [Internazionale, 2002] e Đinđic (2007), una sorta di biografia dell’ex primo ministro assassinato il 12 marzo 2003. Alcuni suoi racconti sono stati inseriti nell’antologia Casablanca serba (Feltrinelli 2003) curata da Nicole Janigro. I suoi saggi, short stories e commenti sono stati inoltre pubblicati da importanti testate internazionali come “The Washington Post”, “Foreign Policy”, “Open Democracy”, “Lettre internationale”, “Sabesednik”.
Come regista Veličković ha al suo attivo numerosi short movies e documentari, fra cui ricordiamo Lenjin u pokretu [Lenin in movimento], Smrtni ljudi, besmrtni zločini [Uomini mortali, crimini immortali] e Đinđic: jedan život [Đinđic: una vita]. Si è aggiudicato inoltre il premio Ondas a Barcellona per il miglior radiodramma con Campo santo.

Opere in italiano
Lettera a Friedrich Naumann; Stress, in N. Janigro (a cura di), Casablanca serba. Racconti da Belgrado (Feltrinelli, Milano 2003) Serbia hardcore (Zandonai, Rovereto 2008)

Una Risposta to “Serbia Hardcore”

  1. ebeleske said

    […] Hardcore – Dušan Veličković (a review of the book is here. I know.. it’s in Italian. Please use Google […]

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