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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Licio Gelli nel programma televisivo: Venerabile Italia

Posted by paolo fichera su novembre 1, 2008

Riporto per intero il post scritto da Luigi Metropoli nel suo blog Vocativo:

Da lunedì prossimo su Odeon Licio Gelli avrà un suo programma televisivo: Venerabile Italia. Oltre che deprecabile sotto il profilo storico-morale la scelta della rete televisiva in questione, si contravviene di fatto a qualche sentenza circa la legalità del progetto-Gelli, noto come Piano di Rinascita Democratica, saggiamente considerato anti-costituzionale e in quanto tale condannato. Mi spiego meglio. Nella prima puntata Gelli avrà ospite niente di meno che Dell’Utri Marcello e Andreotti Giulio (uomini che hanno sempre negato di conoscere direttamente il Venerabile, guarda un po’, sono i primi ad essere ospiti nella sua trasmissione! Strano, nevvero?). Non è finita qui. La prima puntata si occuperà di questi temi: “ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano”. Vi basta? Un uomo che ha contribuito in prima persona all’andamento della storia del secondo dopoguerra e che è coinvolto direttamente in alcune di queste vicende sopra citate, dovrà dibattere su quanto da lui stesso è stato deviato nel corso di questa storia.

C’è un passo, uno dei più importanti, del Piano di Rinascita Democratica che parla delle tv, della stampa, dei media. Ve lo riporto integralmente, così che possiate rendervi conto meglio:

“Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non può, in questa fase, essere previsto nominativamente. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.

Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d [i partiti politici in questione sarebbero stati PSI, PLI, DC, PRI, Destra Nazionale, n.d.a.].

    • acquisire alcuni settimanali di battaglia;
    • coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
    • coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
    • dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

Ora, consentire ad un uomo che ha preparato tutto questo (e che ha direttamente o indirettamente anticipato – per modo di dire – ciò che Silvio Berlusconi ha già in larga parte realizzato: avere a disposizione appunto il mondo dell’editoria, in ogni sua forma, disinnescare la RAI, con l’obiettivo di avere in suo potere l’intera opinione pubblica) di andare in tv e di essere conduttore di una trasmissione mi sembra francamente inammissibile. Vuol dire mandare all’aria anni di istruttorie e di processi sul suo conto, vuol dire legittimare il Venerabile Maestro della P2, azzerare tutte le sue pendenze storiche, cancellare quanto accaduto in Italia sotto la sua ombra lunga, vuol dire dare la possibilità in tv di falsificare la storia, di darle un’interpretazione diversa (e magari giustificare tutto quanto da questi sinistri figuri, da queste “menti raffinatissime” – adopero indegnamente una locuzione di Giovanni Falcone a proposito di un episodio particolare della sua vita – è stato commesso). Oggi su Odeon, magari domani su Rete 4.

Ciò che vi invito a fare è scrivere alla redazione di Odeon e dirsi indignati di fronte a tale infelice scelta, chiedendo di cancellare il programma.

redazione@odeontv.net

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