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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

di Ilaria Seclì

Posted by paolo fichera su dicembre 3, 2009

di Ilaria Seclì

a Marino,
estrema resistenza al processo di adultificazione

Se il mare o le altezze la prenderanno. O la voragine incolmabile di questo amore senza scampo, né sosta o fine. Questa fibra straripata da nomi e storie, vicoli, ponti, malìe di balconi all’undicesimo piano, acque di febbraio, tramonti del primo mese, scroscio di fontana, cerchio di lago. Un pesce giura di averla vista impigliata tra la scogliera di Castro mentre urlava un nome incomprensibile. Un bambino la vide ascoltare il giubilo e il calore delle case degli altri, persa nel fumo dei comignoli, il 24 di un imprecisato dicembre.
In Germania, ormai è l’altro secolo, -ma la neve è ancora quella, ed è ancora fresca- un’ossuta vecchietta giurò di averla vista carponi nell’infinita distesa di bianco. Sfilava coriandoli, dal muto dormitorio di gigli vitrei e li lanciava al nero torvo di maleodoranti nubi, cantando nenie in una lingua sconosciuta. Un uccello la spiò arrampicata su un albero, vicino alla fermata del tram, osservare passi e gesti, sorrisi, malinconie, rabbie, tremori, ascoltare discorsi, fissare corpi trepidanti o senza speranza. Sulla strada, tra le vite sospese,  scrutare timorosa e sfacciata volti, piedi nudi,  mani, ascoltare imprecazioni alla legge, fumi d’incensi, abbaiare rabbiosi di cani. Nelle bettole tra gli ubriachi e tra chi fa di dipendenza suo resistente, dinoccolato incedere. E nei teatri, tutti gli esseri del bosco ne sono testimoni. Lì vive, presa da una gioia fremente e malinconica. Gioia viva. Lì piange e ride, lì esalta compiuto il suo essere.
Nelle stazioni più di una voce ne testimonia la presenza. E la si dice in lacrime, soprattutto per il saluto tra una mamma e la figlia, o tra due amanti. Nei suoi vicoli è certo, la si incontra sempre. Passeggia assorta e attenta insieme, tocca la pietra d’ambra e sole, prima di porgerle l’orecchio in attesa della voce, si dice, di un ignoto e affascinante clown normanno, dai lunghi capelli rossi, scomparso all’improvviso per una  magia fin troppo riuscita.

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