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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Archive for 29 marzo 2007

Osip Mandel’stam, da “Tristia”

Posted by pasha39 su marzo 29, 2007

a cura di paolo galvagni

La raccolta “Tristia” comprende le liriche scritte tra il 1916 e il 1920, uscì a Berlino nel 1922 presso la casa editrice Petropolis. Si tratta di una raccolta di attese escatologiche. L’autore percepisce che s’è conclusa un’epoca storica. La guerra e la rivoluzione sono percepite come processo di distruzione delle forme antiche, il che getta l’esistenza nel caos. Poiché il mondo si trova in uno stato crepuscolare, come di eclisse, anche il sole subisce una metamorfosi: in questo ciclo appare l’ossimoro del sole “notturno”, “nero”.
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Intersezioni babeliche: 18-21 aprile

Posted by Mauro Daltin su marzo 29, 2007

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Prigione

Conoscere una sola lingua
un solo lavoro
un solo costume
una sola civiltà
conoscere una sola logica
è prigione

(Ndjock Ngana)

Presentazione
“Intersezioni babeliche” è un progetto a previsione pluriennale che, per la durata di tre giorni, concentrerà sul territorio di San Daniele scrittori, poeti, personaggi della cultura, giornalisti, musicisti. Lo scopo sarà affrontare una tematica che sempre di più negli ultimi anni, sta diventando il simbolo di un meticciato sociale e culturale del nostro vivere quotidiano: il pluralismo linguistico e il lavoro di scrittori che nella loro esperienza artistica hanno scritto in più lingue. L’aspetto linguistico di una regione e di uno stato è una sorta di cartina tornasole dei problemi storici e sociali che quella regione o stato hanno vissuto. È anche una sorta di spia di molti problemi attuali del mondo, che si esprimono spesso come problemi linguistici. In questo senso basti pensare alla colonizzazione e ai rapporti tra le lingue, ai grandi flussi migratori, alle tematiche di dominio culturale a livello mondiale che si esprimono spesso come assunzione della lingua dei dominanti – anche con esempi storici, dal greco del periodo ellenistico, dal latino all’arabo del mondo islamico, fino all’inglese dei giorni nostri, ma anche della situazione delle lingue di minoranza in Friuli Venezia Giulia, Catalogna, Sardegna, Occitania e così via.
Partendo dalla considerazione che queste lingue dovrebbero avere all’interno del processo di integrazione europea, è importante comprendere il passaggio da una lingua all’altra in letteratura (fra lingue di minoranza a lingue ufficiali, intersezioni linguistiche e culturali in una persona che parla e scrive in più lingue, processo di colonizzazione linguistica ecc.) ed in particolare l’uso di più lingue da parte di uno scrittore durante la sua attività letteraria e culturale. Questo processo, per uno scrittore e un intellettuale, comporta un arricchimento ancora più significativo e importante sia a livello collettivo sia a livello personale.
Punto fondamentale nell’organizzazione di questa manifestazione saranno le quattro lingue attraverso cui si è deciso di comunicare: friulano, sloveno, tedesco e italiano.

Il progetto è sostenuto e patrocinato da: Regione Friuli Venezia Giulia; Città di San Daniele del Friuli – Citât di San Denêl; Associazione culturale “Elisa Mertens”

Staff organizzativo: Alessandra Kersevan, Mauro Daltin, Giovanni Fortunato, Manuela Bisconcin
Via Zugliano 42 – 33100 Udine
Tel. 0432530540 Fax: 0432530140
info@intersezionibabeliche.net

http://www.rivistapaginazero.net – per il programma
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Intervista a Noam Chomsky

Posted by Mauro Daltin su marzo 29, 2007

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SAAD SAYEED intervista NOAM CHOMSKY
Excalibur Online

Fonte: http://www.excal.on.ca
Link: “http://www.excal.on.ca/index.php?
option=com_content&task=view&id=2322&Itemid=2”
25.10.2006

Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

Il problema risiede nel non voler riconoscere che il tuo terrorismo é terrorismo– Noam Chomsky

Noto nel mondo accademico per il suo contributo nel campo della linguistica, il professor Noam Chomsky del MIT [Massachusset Institute of Technology] é ampiamente riconosciuto come uno dei dissidenti politici più influenti del nostro tempo. In questa intervista, Chomsky parla delle radici del terrorismo e del ruolo dell’intellettuale nella società.

Excalibur (Ex): Quanto é importante la comprensione del ruolo svolto da stati come gli Usa ed il Regno Unito quando si esamina la questione del terrorismo?
Chomsky (Ch): Dipende se vogliamo essere onesti e veritieri oppure se vogliamo servire il potere di stato (…) Dovremmo considerare tutte le forme di terrorismo. Scrivo di terrorismo da 25 anni, da quando l’amministrazione Reagan si insediò al governo nel 1981 e dichiarò che il punto focale della sua politica estera sarebbe stata la guerra al terrore. Una guerra contro il terrorismo di stato che definirono la piaga del mondo moderno a causa delle sue barbarie e così via. Questo fu il fulcro della loro politica estera e da allora scrivo di terrorismo. Ma ciò che scrivo causa rabbia estrema per la semplice ragione che uso la definizione ufficiale di terrorismo fornita dal governo Usa e che si trova sui testi ufficiali di legge ufficiale degli Stati Uniti. Se si usa quella definizione, ne segue chiaramente che gli Usa sono il principale stato terrorista ed il maggior sostenitore del terrorismo e visto che tale conclusione é inaccettabile, provoca rabbia furiosa.
Ma il problema risiede nel rifiuto di riconoscere che il tuo terrorismo é terrorismo. Questo non solo é vero negli Stati Uniti, é vero in generale. Il terrorismo é qualcosa che fanno a noi. In entrambi i casi é terrorismo e se vogliamo essere seri dobbiamo affrontare la questione.
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