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RIVISTA DI CULTURE DI FRONTIERA

Archive for the ‘EDITORIA’ Category

La crisi, l’editoria e il giornale di domani

Posted by paolo fichera su marzo 27, 2009

La crisi colpisce l’editoria così sarà il giornale di domani

di Enrico Franceschini

articolo tratto da “la Repubblica”, 18 marzo 2009

Il necrologio è sormontato da due date: 1764-2009. “Dopo una lunga battaglia con pubblicità in declino, età anagrafica dei lettori troppo avanzata, concorrenza di Internet, sconsiderati livelli di indebitamento, costi inflessibili, ambizioni esagerate e crisi di nervi, l’industria dei giornali è passata a miglior vita”, annuncia il testo. Humour nero, specie se stampato su un giornale: il Financial Times, che ieri ha aperto a questo modo un’inchiesta sulla crisi dell’informazione quotidiana. Dal New York Times alle gazzette di provincia, la carta stampata è in declino: alla sua crisi strutturale, provocata dall’avvento del web, si è aggiunta la mazzata della crisi ciclica, la peggiore recessione economica a memoria d’uomo. Negli Stati Uniti, grandi giornali vanno in bancarotta uno dopo l’altro; ovunque, tutti perdono copie e profitti, e cercano di sopravvivere riducendo le spese.

Eppure la stampa quotidiana non ha mai avuto tanti lettori come oggi: grazie alle edizioni online, che tuttavia nella maggior parte dei casi sono gratuite e generano entrate pubblicitarie ancora troppo basse. “Dacci oggi il nostro giornale quotidiano”, continuano a dire i cittadini del mondo, però si sono abituati a leggerlo sullo schermo di un computer o di un telefonino, senza sborsare un soldo. Leggi il seguito di questo post »

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Rete dei Redattori Precari

Posted by paolo fichera su gennaio 29, 2009

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Buongiorno,

La Rete dei Redattori Precari comunica la nascita del suo sito web, www.rerepre.org.

La Rete dei Redattori Precari è una libera associazione di redattori e altri lavoratori dell’industria editoriale assunti con contratti atipici che si propone di:
far conoscere il ruolo centrale che redattori precari e affini rivestono all’interno della filiera editoriale;
denunciare il precariato che dilaga in questo settore e che molto spesso viene sottaciuto in nome di una visione edulcorata e mistificata di tutto ciò che concerne l’universo dei libri e della produzione culturale;
avanzare rivendicazioni giuridiche e salariali in un contesto, quello dell’editoria, in cui il mercato del lavoro è totalmente deregolamentato e spesso caratterizzato da situazioni di vera e propria illegalità;
promuovere iniziative di collaborazione e scambio di esperienze con altri gruppi di lavoratori atipici organizzati al fine di creare e diffondere una coscienza condivisa sulla piaga del precariato.

Vi chiediamo di visitare il sito e di far conoscere l’attività della Rete segnalandone l’esistenza nel vostro spazio web. Da parte nostra, ci dichiariamo sin da ora disponibili allo scambio di link.

Grazie mille per il sostegno che vorrete accordarci,
il gruppo di coordinamento della Rete dei Redattori Precari

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Il Foglio Clandestino – n.62 – III/2007 nuova serie

Posted by paolo fichera su febbraio 8, 2008

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È uscito il nuovo numero della rivista
“Il Foglio Clandestino”
diretta da Gilberto Gavioli
www.ilfoglioclandestino.it

per leggere il sommario del nuovo numero:
sommario_nuovo_nr.pdf

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Biblioteca Digitale Italiana

Posted by paolo fichera su gennaio 31, 2008

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Biblioteca Digitale Italiana

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Appello a tutti i redattori editoriali precari

Posted by paolo fichera su gennaio 23, 2008

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(riceviamo questo appello che tratta di un tema non conosciuto e assente da ogni tipo di dibattito: quello del precariato e dello sfruttamento perpetuato nel mondo editoriale verso la categoria dei redattori)

Appello a tutti i redattori editoriali precari

Precarietà e sfruttamento. Una condizione che oggi gran parte dei redattori editoriali conosce bene perché la vive sulla propria pelle.
La nostra categoria, oltre a subire le conseguenze di una serie di provvedimenti istituzionali a dir poco dissennati, è praticamente invisibile: sembra che nessuno sappia che esistiamo, nessuno si preoccupa della nostra situazione. Anche noi, colpevolmente, ci siamo ridotti al silenzio, chinando sempre di più la schiena per pochi spiccioli e abbracciando le logiche concorrenziali alla base del modello economico oggi trionfante.
Chi scrive ritiene fermamente che sia giunto il momento di dire BASTA: basta alla precarietà permanente, basta alla denigrazione della nostra professionalità, basta alla negoziazione individuale di contratti a cottimo che ci imprigionano alle scrivanie (domestiche o, peggio, aziendali) e che ci consentono a stento di sbarcare il lunario, basta alle gare al ribasso combattute contro i nostri colleghi. Basta, soprattutto, al nostro remissivo silenzio.
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Lulu e l’Editoria tradizionale #2

Posted by paolo fichera su gennaio 14, 2008

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Intervista a Bob Young (fondatore di Lulu), a cura di C. Mussinelli e F. Davite, tratta dal numero di dicembre 2007 del “Giornale della Libreria”

Secondo lei quali sono i rapporti tra Lulu e gli editori tradizionali?

La cosa interessante del nostro tipo di attività è che pur avendo un grande successo come azienda che pubblica libri, non penso che riusciremo mai a cambiare le regole del mercato editoriale; anche qualora quel successo si rivelasse strepitoso. Abbiamo un grandissimo rispetto dell’editore tradizionale, perché siamo perfettamente consapevoli che ciò che egli fa è essenziale e continuerà ad avere la stessa importanza. Inoltre, anche dal punto di vista del mercato, noi non svolgiamo la funzione dell’editore tradizionale, semplicemente facciamo cose diverse. Noi rendiamo possibile che una moltitudine di libri accedano al mercato, ma si tratta di quei libri che gli editori non sono interessati a pubblicare vuoi perché non venderebbero abbastanza. Inoltre, un editore, di libri tecnici o di super best seller, si occupa di mille altre attività che sono decisive per il successo del libro, dal lavoro di editing del testo; a tutte le decisioni che riguardano il packaging; lo stesso editore dovrà decidere se sarà un libro di piccolo formato oppure grande, in brossura o cartonato; dovrà gestire i diritti dell’opera, introdurre il prodotto correttamente nel mercato, individuare i canali di vendita cui deve essere destinato e il lettore potenziale o le fasce di lettori sulle quali calibrare le iniziative promozionali; capire se ha senso proporne versioni in traduzione, oppure se sarà un prodotto dedicato solamente al pubblico specifico o locale, e altro ancora. Tutte operazioni che non rientrano nell’attività di Lulu. L’editore inoltre deve avere adeguate garanzie che il libro diventi per lui un investimento redditizio. Tutti quei libri, invece, che come tanti altri non saranno scelti da un editore per essere pubblicati sul mercato, non perché sia necessariamente un libro cattivo ma perché il mercato è troppo ristretto, che hanno una distribuzione molto limitata, o che per la loro natura non hanno un mercato come ad esempio i manuali tecnici delle aziende che devono essere distribuiti solo ai dipendenti, quel libro è esattamente il libro giusto per Lulu.

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Lulu e l’Editoria tradizionale

Posted by paolo fichera su gennaio 13, 2008

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Intervista a Bob Young (fondatore di Lulu), a cura di C. Mussinelli e F. Davite, tratta dal numero di dicembre 2007 del “Giornale della Libreria”

Dichiara una pubblicazione ogni due minuti e mezzo, 100.000 visitatori unici al giorno, 2 milioni di prodotti venduti sul portale Lulu.com, 80 Paesi raggiunti, 14.500 blog che hanno citato o linkato a Lulu, un milione di utenti attivi che fanno parte della community di cui 40% creatori delle opere pubblicate e 60% clienti.


Come pensa che evolverà in futuro il mercato editoriale in un mondo in cui internet è sempre più diffusa, ci sarà prima o poi il boom degli ebook?

Questa è probabilmente la cosa a cui fare più attenzione per l’industria editoriale. Non c’è dubbio che siamo di fronte a una trasformazione. Ma anche il mio segmento industriale sta cambiando, e io come penso gli editori, sono preoccupato di capire come internet possa contribuire a tali cambiamenti. Se guardiamo alle statistiche, la cosa più interessante è che ci dicono che in questo momento ci sono 800 milioni di computer connessi alla rete, ma forse il dato ancora più interessante è che ci sono più di 3 miliardi di dispositivi tascabili (cellulari, smartphone) in grado di farlo. E questo numero è destinato a aumentare incredibilmente; se presto ci saranno 850 milioni di computer connessi, saranno cinque miliardi di terminali mobili potenziali; e quando i computer saranno 900 milioni saranno 10 miliardi i cellulari. Noi per esempio stiamo cercando di immaginare come sviluppare e distribuire contenuti che dal punto di vista editoriale possano essere fruiti da tali dispositivi. Noi incoraggiamo gli autori a farlo. La creatività aurorale in questo campo genera situazioni completamente nuove e curiose. A luglio di quest’anno un nostro autore, italiano peraltro, ha scritto il suo romanzo di 384 pagine usando il suo telefonino poi ha deciso di pubblicarlo con Lulu in hardcover e ora potrà stamparlo anche in copertina morbida; anche se sembra un’assurdità, sono cose che succedono e pensiamo che solo i nostri autori potranno immaginare come utilizzare Lulu per connettere i libri ai telefonini e ci forniranno spunti per nuovi servizi da offrire loro. Per ora offriamo la possibilità di pubblicare i libri in formato iPhone e Sony ebook readers.

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LIBRI LIBERI. PICCOLI EDITORI IN CATENE

Posted by Mauro Daltin su giugno 14, 2007

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di Mauro Daltin

Tempo di liberalizzazioni, vero o non vere, reali o presunte. E adesso tocca ai libri. Leggendo sul quotidiano “Messaggero Veneto” di ieri si viene a conoscenza che una norma è stata introdotta con un emendamento del forzista Benedetto Della Vedova contro il parere negativo del relatore e del governo. Si tratta della possibilità per le librerie di vendere i volumi con uno sconto superiore al 20% anche nell’immediatezza dell’uscita (nei primi 20 mesi dalla pubblicazione, ndr). Il governo aveva chiesto il ritiro dell’emendamento perché la questione sarà oggetto di un provvedimento sul settore. “Sono state battute – sostiene Della Vedova – le ragioni di chi, demagogicamente, sosteneva che questa misura avrebbe danneggiato le piccole librerie. Nel caso del mercato dei libri è particolarmente insensato. Le piccole librerie, infatti, stanno già scomparendo nonostante il commissariamento delle politiche dei prezzi”. L’emendamento è stato approvato con 235 sì, 218 no e 21 astenuti. Leggi il seguito di questo post »

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Il mercato librario tedesco – Gli eredi di Gutenberg (4)

Posted by Mauro Daltin su giugno 1, 2007

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Gli eredi di Gutenberg

L’articolo è di Eugen Emmerling, giornalista indipendente ed è tratto dal sito dell’Istituto Goethe e lo potete anche leggere qua

Gli eredi di Gutenberg si sono difesi bene dalla concorrenza. Gli editori si caratterizzano per i contenuti, non per i supporti tramite i quali vengono veicolate le informazioni. Tali supporti sono oggi, insieme ovviamente alla carta, anche le pubblicazioni offline, ad es. sui CD-Rom, o le pubblicazioni online, quali le banche dati scientifiche in Internet. Sempre più spesso le case editrici pubblicano in modo “neutrale dai media”, ovvero, ad es., un manoscritto può essere elaborato in modo tale da poter essere immesso sul mercato o come libro o come CD-Rom oppure come pubblicazione in internet. L’ “o …oppure” sta diventando sempre più un “e…anche”.
Per maggior comodità dei lettori, i libri –soprattutto quelli specializzati e tecnici- hanno sempre più spesso come allegato CD-Rom che possono essere attualizzati anche via internet. Gli eredi di Gutenberg,le case editrici, hanno imparato ad aggiornarsi. Oggi in Germania le pubblicazioni elettroniche sono una cosa ovvia, anche se riguardano prevalentemente la letteratura specializzata e i libri tecnici. E’ probabile che, ancora per qualche decennio, la narrativa avrà ancora una maggiore diffusione su carta. Leggi il seguito di questo post »

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Il mercato librario tedesco – Il commercio librario in Germania (3)

Posted by Mauro Daltin su giugno 1, 2007

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Il commercio librario in Germania

L’articolo è di Eugen Emmerling, giornalista indipendente ed è tratto dal sito dell’Istituto Goethe e lo potete anche leggere qua

I lettori tedeschi sono fortunati. Oltre 4500 librerie riforniscono di letteratura la popolazione su tutto il territorio. In qualsiasi di queste librerie è possibile acquistare o ordinare circa un milione di titoli in commercio. In Germania è vietato attuare un sovrapprezzo su prenotazioni o sull’erogazione di servizi quali la redazione di una bibliografia o la ricerca di titoli difficili da reperire. Il prezzo imposto dei libri è la garanzia che un’acquirente non debba mai pagare più di quanto stabilito dalla casa editrice. Grazie al prezzo imposto, fin dal 1887 si è diffusa in Austria e Germania un’esemplare molteplicità di titoli e di possibilità di rifornimento sostenute da autori, editori e librai ed appoggiate espressamente da tutte le istanze democratiche presenti nell’area linguistica tedesca. Leggi il seguito di questo post »

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Il mercato librario tedesco – Traduzioni (2)

Posted by Mauro Daltin su maggio 30, 2007

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Traduzioni

L’articolo è di Eugen Emmerling, giornalista indipendente ed è tratto dal sito dell’Istituto Goethe e lo potete anche leggere qua

Il 7,3% dei titoli pubblicati in Germania nel 2004 è rappresentato dalle traduzioni – in totale sono stati 5.406 i nuovi titoli tradotti in tedesco da altre lingue. La percentuale delle traduzioni è quindi nuovamente diminuita toccando la quota più bassa dal 1975 nella pubblicazione di titoli. Oltre la metà delle nuove traduzioni, e precisamente il 56,8%, deriva dall’inglese che ha quindi visto un aumento annuale del 5,1%. E’ da notare però che, nel campo della narrativa, è notevolmente diminuita la percentuale dei titoli tradotti dall’inglese – si è passati dal 58,9% dell’anno precedente al 50,6% del 2004. Il francese copre il 10% delle nuove traduzioni, l’italiano il 3,3%, seguono l’olandese (2,7%), lo svedese (2,6%), lo spagnolo (2,2%), il russo (2%) ed il giapponese con l’1,6% di titoli tradotti in tedesco. Leggi il seguito di questo post »

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Il mercato librario tedesco – Editori (1)

Posted by Mauro Daltin su maggio 28, 2007

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Cominciamo un viaggio nel mondo del libro e dell’editoria in Germania e in lingua tedesca per analizzare anche la situazione libraria negli altri paesi europei e metterli a confronto con la realtà editoriale italiana. Pubblicheremo l’articolo in 4 puntate (Editori; Traduzioni; Il Commercio Librario in Germania; Gli eredi di Gutenberg)

L’articolo è di Eugen Emmerling, giornalista indipendente ed è tratto dal sito dell’Istituto Goethe e lo potete anche leggere qua.

I mercati librari sono mercati linguistici – quindi non è possibile dare una definizione nazionale al mercato librario tedesco. Per di più in questo contesto l’aggettivo “tedesco” è utilizzato nel senso di “lingua tedesca”. Infatti nel commercio librario i tre paesi di lingua tedesca Svizzera, Austria e Germania costituiscono un tutt’uno. Nell’acquistare un libro, nessun lettore fa caso in quale paese ha sede l’editore.

Editori

All’inizio del libro c’è l’autore, ma, subito dopo, viene richiesto l’editore nella catena creativa. Egli consiglia l’autore, legge e valuta il manoscritto, stampa il libro, appronta tutte le necessarie e indispensabili operazioni di marketing e di pubbliche relazioni per far conoscere l’autore ed il suo libro sia al pubblico dei lettori che – molto importante!- al mercato librario. Leggi il seguito di questo post »

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Piccoli editori e distribuzione (3) di Giulio Mozzi

Posted by Mauro Daltin su maggio 24, 2007

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Concludiamo con questo pezzo di Giulio Mozzi la riflessione sulla relazione fra piccola editoria e distribuzione apparsa un po’ di tempo fa su Vibrisse

Piccoli editori e distribuzione, 3 / Come è fatto il prezzo di un libro; e come può succedere che, alla fine, l’editore non guadagni nulla anche se il libro va bene

di Giulio Mozzi

Immaginiamo un libro – un’opera narrativa – che abbia 343 pagine e un prezzo di 14 euro. La domanda è: che fine fanno, questi 14 euro, dopo che il compratore li ha pagati?
Intanto: spesso il compratore non paga tutti i 14 euro. Tramite sconti abituali, tessere di fedeltà, promozioni eccetera, è abbastanza probabile – soprattutto se abita o fa gli acquisti in una grande città – che il compratore abbia uno sconto attorno all 10%. Quindi 1,4 euro vanno per così dire “dispersi”. Leggi il seguito di questo post »

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Piccoli editori e distribuzione (2) di Paola Dubini

Posted by Mauro Daltin su maggio 23, 2007

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Proseguiamo l’analisi del rapporto fra piccola editoria e distribuzione. Ringraziamo Giulio Mozzi per la concessione a pubblicare gli articoli.

Piccoli editori e distribuzione 2 / Il diritto di resa
di Paola Dubini

[Sulla questione del “diritto di resa”, della quale ho già parlato nel primo articolo di questa serie, riporto un paio di pagine (202-204) dal libro di Paola Dubini, docente di Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, Voltare pagina. Economia e gestione strategica nel settore dell’editoria libraria, seconda edizione, Etas 2001. Tra parentesi quadre infilo qualche spiegazioncella. gm]

L’esistenza del diritto di resa si giustifica con diverse motivazioni: innanzitutto, data la numerosità dei volumi presenti sul mercato e il ritmo di uscita di nuovi titoli, è molto difficile per il libraio comporre un assortimento ragionato; d’altro canto, l’editore ha tutto l’interesse ad avere assicurata una vetrina in cui presentare ai lettori potenziali il suo catalogo [per “catalogo” si intendono i libri che non sono più “novità“]. Data la scarsa prevedibilità delle vendite – soprattutto nell’editoria di varia – e l’aleatorietà sulla forma e lunghezza della curva del ciclo di vita per i prodotti librari [cioè: visto che non si riesce a prevedere se, quanto, e per quanto tempo un deerminato libro venderà], l’esistenza del diritto di resa consente all’editore di poter lasciare presso il punto di vendita titoli difficilmente vendibili anche per periodi di tempo relativamente lunghi, senza che il libraio sopporti oneri eccessivi legati alla mancata vendita e alla bassa rotazione del monte merci [un libro da 10 euro che sta lì e non si vende è, per il libraio, denaro investito che non rende nulla; se il ricambio sugli scaffali è continuo, se continuamente il libraio vende e si rifornisce, allora la “rotazione del monte merci” è alta; se i libri giaccono a lungo sugli scaffali prima di essere venduti, allora la “rotazione del monte merci” è bassa]. Leggi il seguito di questo post »

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Piccoli editori e distribuzione (1) di Giulio Mozzi

Posted by Mauro Daltin su maggio 21, 2007

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Pubblichiamo a puntate una riflessione di Giulio Mozzi e altri che è apparsa un po’ di tempo fa su Vibrisse e che vogliamo riproporre in quanto dettagliata e interessante per ragionare un po’ sulle problematiche della piccola editoria e magari anche confrontare queste problematiche dell’editoria italiana con esempi di altri paesi europei.
Ringraziamo Giulio Mozzi per la concessione a pubblicare gli articoli.

Come funziona la distribuzione (1)
di Giulio Mozzi

Il problema dei problemi, per il cosiddetto «piccolo editore», si chiama: promozione e distribuzione. Con la parola «promozione» si intende il lavoro che viene fatto dagli «agenti», cioè dalle persone che visitano le librerie, fanno prenotare le novità, tengono d’occhio il catalogo, controllano l’efficienza delle forniture. Le «novità» sono i libri nuovi, che il libraio prenota generalmente un paio di mesi prima dell’uscita; per «catalogo» si intendono i libri già usciti da tempo; si chiamano «rifornimenti», invece, i libri appena usciti, o usciti da poco, dei quali il libraio compera ulteriori copie dopo aver esaurito il «lancio» delle novità.

La «distribuzione» è invece il lavoro di far arrivare materialmente i libri nelle librerie e in tutti gli altri luoghi e in tutte le altre occasioni (fiere, supermercati, festival eccetera) in cui i libri si vendono. Leggi il seguito di questo post »

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Lo stato dell’editoria in Italia

Posted by Mauro Daltin su maggio 7, 2007

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Scaricando questo file pdf troverete lo stato dell’editoria italiana nell’anno 2005 con cifre, statistiche, comparazioni con altri stati europei. E’ uno studio dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori. Sono 4 pagine interessanti che andrebbero discusse e commentate. Si parla di canali distributivi, lettori, numero di pubblicazioni, case editrici, traduzioni eccetera.

Lo trovate qui

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Intervista a Salvo Zappulla (Casa Editrice Terzo Millennio) #2

Posted by paolo fichera su aprile 6, 2007

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Intervista a Salvo Zappulla

a cura di Morena Fanti

(seconda e ultima parte)

5- Si parla spesso di editoria siciliana, mentre non si parla di un’editoria lombarda o emiliana, ad esempio. A cosa crede sia dovuto questo? Al fatto che la Sicilia si sente come slegata dal resto dell’Italia, con problemi che sono sempre e solo suoi, in cui solo i siciliani si possono riconoscere, oppure proprio in un voler rivendicare questa ‘sicilianità’ di cui mi sembra, lei stesso si fa portabandiera?

R. La Sicilia geograficamente è posta in una situazione di svantaggio rispetto alle altre regioni, bisogna attraversare il mare per portare i libri dall’altra parte, forse questo è penalizzante. La verità è che tutti i grandi mass media, televisioni e giornali, sono concentrati al nord e tendono a valorizzare i prodotti del luogo. O forse al sud non ci sono grosse realtà imprenditoriali all’altezza di competere con i colossi lombardi o piemontesi. Tuttavia ci sono ottime Case Editrici che si stanno creando spazio a livello nazionale, tra queste desidero ricordare “Il pozzo di Giacobbe” che produce libri di elevato impegno sociale e fiabe per bambini, corredati da una veste grafica elegantissima, che attira subito l’attenzione del lettore. Portabandiera? Piuttosto la croce porto. La croce di un vizio chiamato scrittura di cui non riesco a fare a meno, come le sigarette.

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Intervista a Salvo Zappulla (Casa Editrice Terzo Millennio)

Posted by paolo fichera su aprile 5, 2007

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Il mondo dell’Editoria
Intervista a Salvo Zappulla
Scrittore e direttore della Casa Editrice Terzo Millennio

a cura di
Morena Fanti

(prima parte, domani la seconda)

Da qualche anno è aumentata la vendita di libri online, anche se ancora in percentuale abbastanza esigua rispetto ad altri paesi.
Nello stesso tempo è nata l’offerta di editoria print on demand, cioè i libri stampati nel momento in cui vengono richiesti, abbattendo così molti costi, tra cui anche il costo di produzione di libri spesso invenduti.
Pensa che questo abbia generato un diverso modo d’approccio al libro e alla lettura?
Pensa anche che tutto ciò favorisca lo sviluppo dell’editoria tradizionale, o possa, invece, avere l’effetto contrario?

R. Sicuramente internet ha rivoluzionato il mondo della comunicazione. Se prima il monopolio apparteneva alle grandi testate giornalistiche, ora anche i piccoli editori ed autori hanno trovato un’alternativa per farsi conoscere. Tuttavia ritengo che il Tempio dei libri rimangano sempre le librerie tradizionali perché conservano un loro fascino particolare, quasi mistico direi. Non credo molto ai libri stampati in digitale e non credo che possano avere alcun effetto, né in bene né in male nei confronti dell’editoria tradizionale. Non basta pubblicare un libro per diventare scrittori. Scrittori lo si diventa quando lo status viene riconosciuto dai lettori, ovvero sono disposti a spendere 10 euro per acquistare il tuo libro tra tanti altri. E in ogni caso stampare un libro non può considerarsi la fine di un percorso ma, al contrario, l’inizio. E’ necessario tutto un lavoro di preparazione e di programmazione affinché quel libro venga inserito nel circuito della distribuzione.

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L’editoria italiana 4° in Europa

Posted by paolo fichera su marzo 15, 2007

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Simmaco ha presentato i risultati di una ricerca esplorativa condotta sul mercato dell’editoria italiana, messa a confronto con i mercati degli altri Paesi europei. Quello italiano è risultato essere il quarto in Europa, e il sesto nel Mondo, con un fatturato di oltre 4 mld di euro nel 2005 (circa il 50% di quello tedesco e inglese, il 25% di quello francese). Dall’analisi comparata con i mercati di Germania, Regno Unito, Francia e Spagna (1995/2205), emerge anche che l’Italia ha sensibilmente ridotto il divario nei confronti delle altre nazioni sul piano della produzione, distribuzione e consumo dei libri, grazie al processo di trasformazione e crescita più intenso. Per quanto riguarda la lettura, nel 2005 i lettori in Italia erano circa 29 mln (53,1% della popolazione con più di 6 anni), con una media non molto inferiore rispetto a quella dei primi 15 paesi dell’Unione (45%). Il punto di debolezza del mercato emerso dall’indagine è rappresentato dai cosiddetti libri “utili” (manualistica, scienza e tecnologia, formazione). Nell’ultimo decennio, però, l’industria libraria italiana ha dato prova di grande vitalità: il fatturato è cresciuto mediamente del 2,5% annuo, con una crescita dell’11% dei lettori. Anche la concentrazione delle superfici distributive, la dimensione media degli editori e le loro internazionalizzazione sono aumentate, ma restando elementi di debolezza all’interno del sistema. Infine, il prezzo dei libri in Italia è cresciuto più dell’inflazione, con un +27% negli ultimi 10 anni, mentre solo in Spagna l’aumento è stato più alto. L’incremento ha mascherato, così come in Francia, una sostanziale stazionarietà del numero dei libri.
Simmaco Management Consulting è una società specializzata nelle industrie della comunicazione.
Tratto da “BOOKSHOP”, Marzo 2007

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Intervista a Marcello Baraghini – Stampa Alternativa

Posted by Mauro Daltin su marzo 11, 2007

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a cura di Mauro Daltin – Intervista rilasciata nel 2004

Premessa all’intervista di Marcello Baraghini: chiamerò grande editoria quella che i più definiscono piccola e media, e grossa editoria quella che tutt’ora viene chiamata grande: la grandezza non sta nei fatturati, bensì nella qualità.

Oltre all’editoria ufficiale delle concentrazioni editoriali, come sta oggi l’altra editoria, quella definita piccola, ma che in realtà piccola non è?
L’altra editoria, ovvero la grande editoria, sta bene. Produce qualità, vende, è visibile.

Quanto incide realmente nella circolazione della cultura e della letteratura “la media e piccola editoria”?
Parecchio: è diffusa, apprezzata, amata

Fanzine, e book, riviste, siti internet: possono essere anche questi i canali alternativi?
Sì, come lo sono sempre stati.

Come si combatte l’editoria industrializzata? Quali sono le armi di Stampa Alternativa?
Qualità, provocazione, fantasia, organizzazione, ricerca, passione

A che punto è la battaglia “Libri puliti” e come si è sviluppata ultimamente?
Libri puliti dilaga. E’ una battaglia nazionale. Sta arrivando al cuore, ai Santuari. Fino ad ora avevamo posto il problema etico, diciamo così, della formidabile scorrettezza di tutti gli editori a pagamento, per l’ambiguità che accompagna le loro profferte. Poi abbiamo sconfitto sul campo, ovvero nei tribunali, i poveracci del Ventaglio e di Domina e adesso stiamo irrompendo nei Santuari di Libro Italiano e Firenze Libri. Invito chi mi legge a testimoniare e a seguire le vicende: ne vedranno delle belle. Leggi il seguito di questo post »

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Editoria americana – CENSURA

Posted by Mauro Daltin su febbraio 21, 2007

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Adesso l’OFAC censura i libri su Cuba
Gabriel Molina – 6 dicembre 2004 – tratto da http://www.disinformazione.it

Gli editori degli Stati Uniti si stanno organizzando per combattere la minaccia che pesa su coloro che pubblicano libri di paesi soggetti ad embargo da parte del Governo di Washington, come Cuba, Iran e Sudan.
L’Ufficio di Controllo dei Beni Stranieri del Dipartimento del Tesoro (la cui sigla in inglese è OFAC), non soddisfatto di impedire implacabilmente che i cittadini nordamericani possano recarsi a Cuba, ha decretato che coloro i quali pubblichino un’opera di autori cubani, iraniani o sudanesi senza un’espressa autorizzazione, possono essere soggetti a multe fino ad un milione di dollari e ad una pena massima di dieci anni di prigione.
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